Il potere delle parole che si rivolgono alla pancia delle persone, la seduzione esercitata dall'uomo (o dalla donna) forte, la rabbia e la paura dell'altro sfruttate per trasformarlo in nemico. Oggi più che mai i temi del "Mein Kampf" sono attuali, oggi più che mai con leader che violano le norme internazionali e accendono guerre e massacri in Europa e in Medio Oriente. A 102 dal libro-manifesto di Adolf Hitler, l'attore e drammaturgo Stefano Massini, unico italiano vincitore di un Tony Award, porta in scena un’indagine lucidissima e spietata sul potere delle parole e le loro conseguenze. La pièce debutterà mercoledì al teatro massimo di Cagliari (ore 20.30) dove resterà sino a domenica. Venerdì doppio spettacolo (16.30 e 20.30). Lunedì prossimo invece "Mein Kampf"  approderà al Teatro Comunale di Sassari.

L'opera di e con Massini, inserita nel Circuito CeDac Sardegna, è una co-produzione Teatro Stabile di Bolzano, Piccolo Teatro di Milano / Teatro d’Europa in collaborazione con Fondazione Teatro della Toscana. Le scene dono di Paolo Di Benedetto, luci di Manuel Frenda, costumi di Micol Joanka Medda, ambienti sonori Andrea Baggio.

Stefano Massini spiega: «il rischio di questi tempi non è tornare a marciare nelle piazze con gli stendardi e la svastica, non è la costituzione di una nuova forma di nazionalsocialismo, bensì l’avvento di individui diversi da Hitler nei modi, nei toni, nell’iconografia, perfino nel repertorio socio-culturale-politico... ma che siano tuttavia in consonanza con il senso più profondo delle sue parole. La società contemporanea ha eretto un monumento al concetto di empatia, dimenticando che essere empatici non è parlare alla testa ma – come Hitler stesso dice – al petto, allo stomaco, alle viscere, dove l’istinto regna incontrastato, dove albergano rabbia, orgoglio, frustrazione e paura: lì Hitler getta il proprio seme. È la cosa per me più impressionante di questo materiale ed è la sua estrema pericolosità».

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