Scienza, tradizione, sostenibilità e identità rurale si sono incontrate nel cuore della Sardegna in occasione della seconda edizione del Premio “Ozu in Brocca”, ospitato nello scenario unico del Parco Archeologico di Santa Cristina a e organizzato da  Antonella Casula e Pierpaolo Arca.. Un appuntamento che ha richiamato oltre 120 proprietari di oliveti provenienti da tutta l’Isola, affiancati da ricercatori, tecnici e rappresentanti delle istituzioni, confermandosi come uno dei momenti più significativi dedicati alla valorizzazione dell’olivicoltura tradizionale sarda. Promossa da Ozu Lab, la manifestazione ha acceso i riflettori sulle sfide che il comparto è chiamato ad affrontare.

Particolarmente significativa la scelta del premio assegnato ai vincitori delle categorie analitiche dedicate ai parametri di acidità e perossidi. Anche quest’anno il riconoscimento è stato infatti rappresentato da “Su Ziru”, una raffinata riproduzione in ceramica artistica dell’antica giara sarda realizzata da Caterina Porcu, del laboratorio “Luce e Buio” di Oristano. Al termine dei lavori si è svolta la cerimonia di premiazione. Per il parametro Acidità si è imposto Marco Vargiu di San Vero Milis davanti a Giampietro Cubeddu di Seneghe. Nella categoria Perossidi il miglior risultato è stato ottenuto da Sergio Tola di Narbolia, seguito da Giovanni Mura di Paulilatino.

 

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