Sviluppare la viticoltura, per mantenere l'identità, per contrastare lo spopolamento e per la salvaguardia del territorio. Argomenti importanti, che sono stati affrontati durante una iniziativa che si è svolta al Centro Servizi Culturali, dove l'associazione  Binzateris, lo stesso Centro dei Servizi Culturali e la scuola europea Sommellier, hanno dato vita ad un interessante dibattito, con la presenza di Tonino Arcadu, viticoltore di Oliena, che ha presentato il suo libro "La Vite Ritrovata", uno spaccato storico della vite in Sardegna e la sua evoluzione.

Dopo l'intervento di apertura del direttore del Centro Servizi Culturali, Giancarlo Zoccheddu, che ha sottolineatto l'importanza della viticoltura nel territorio, ha aperto i lavori Gigi Secci, della scuola europea Sommellier, che fra l'altro dice: "E' importante valorizzare le nostre risorse e mantenere l'identità attraverso la viticoltura. Questo significa salvaguardare il territorio, sviluppare l'enoturismo e rafforzare l'aspetto socializzante". Delloo stesso avviso Alberto Betterelli, presidente dell'associazione Binzateris. "Con l'attività legata alla viticoltura e la produzione del vino, siamo diventati i custodi del territorio. Conserviamo la biodiversità e salviamo le radici agricole e culturali". Poi è arrivato il momento della presentazione del libro, "La Vite Ritrovata". Quale il significato? Lo ha spiegato, con varie argomentazioni, l'autore, Tonino Arcadu. "La vite sarda era persa- ha sottolineatto- è stata però ritrovata, assieme a tremila anni di storia". Ha dato il contributo l'enologo Angelo Angioi, esperto enologo e produttore di Malvasia della Planargia.  

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