Non poteva che essere un pluripremiato artista ad aprire KME Grammy, la coda autunnale del festival Karel Music Expo, organizzato dalla Vox Day e giunto alla sua ventesima edizione sotto la direzione artistica di Davide Catinari: ad aprire le danze è infatti il cantautore, compositore e polistrumentista veneto Krano, per giovedì 15 al Bflat di via del Pozzetto 9 a Cagliari. Porte aperte dalle 21, nel primo dei tre appuntamenti che vedranno ospiti anche i Calibro 35 e il maestro Nicola Piovani, grazie anche al sostegno di Regione, Comune e Fondazione di Sardegna. 

Dopo le quattro giornate nel vivo della rassegna a settembre, ambientate tutte nella corte del Lazzaretto di Sant'Elia, è il tempo di un'appendice dedicata agli acclamati artisti che hanno saputo intrecciare la musica con il cinema, sullo sfondo di location più intime e raccolte. E quello di Krano è un nome a tutti gli effetti parte di questa categoria: al secolo Marco Spigariol, il musicista ha sviluppato nel tempo uno stile che mescola folk, blues, psichedelia e cantautorato in un suono anticonvenzionale e quasi ermetico, facendosi velocemente notare nel panorama underground europeo. Lo scorso maggio Krano è stato insignito del David di Donatello per la Migliore Canzone Originale con "Ti", brano tratto dalla colonna sonora da lui composta per il successo di critica "Le città di pianura", di Francesco Sossai: proprio il film è stato il primo incontro professionale con il cinema per l'artista, che sulle visioni di un Veneto decadente ha creato una parallela narrazione sonora, in un lisergico folk a metà tra l'etereo e l'allucinato.

Il lungometraggio, che ha esordito nella sezione Un Certain Regard a Cannes 2025, ha trionfato quest'anno ai David di Donatello con ben otto riconoscimenti. Un riscontro che arriva dopo oltre un decennio di attività musicale per Krano, nelle precedenti tappe del country onirico di "Requiescat In Plavem" (2016) – che gli è valso l'attenzione della stampa internazionale – e del repertorio americano in chiave cosmica di "Lentius Profundius Suavius" (2023), in sospese narrazioni interiori. Un itinerario che è ora parte anche della settima arte, rispledendo di quel loner folk pionierizzato da Nick Cave e ricco di ispirazioni multiformi, ma fedele al suo carattere rarefatto e visionario: ed è così che le sonorità rurali americane si ibridano al dialetto veneto, tra malinconia esistenziale e leggerezza vitale. 

Mentre il Teatro delle Saline sarà palcoscenico per i Calibro 35, dal vivo sabato 24 con il nuovissimo album "Ellroy vs L.A." – colonna sonora per l'omonimo documentario diretto da Francesco Zippel, premiato come migliore della categoria agli ultimi Nastri d'Argento – ci si trasferirà invece all'Auditorium del Conservatorio cagliaritano per il celeberrimo Nicola Piovani, con il Premio Oscar del 1999 e vincitore di numerosi David, Nastri e titoli alla carriera in scena il 14 novembre con il racconto autobiografico di "Note a margine", viaggio in oltre quarant'anni di carriera e illustri collaborazioni, affiancato da Marina Cesari (sassofono), Marco Loddo (contrabbasso) e Vittorino Naso (percussioni). 

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