La poesia come fede e memoria: il viaggio di Maddalena Migliore “Verso la soglia infinita”
La Biblioteca Comunale di La Maddalena ha ospitato la presentazione della raccolta della poetessa di OzieriPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
La raccolta “Verso la soglia infinita”, della poetessa Maddalena Migliore, recentemente pubblicata da Paolo Sorba nella collana Poeti isolani e presentata presso la Biblioteca Comunale di La Maddalena, si presenta come un itinerario poetico e spirituale che attraversa affetti, memoria e fede. Nata a Ozieri nel 1944, insegnante e figura attiva nella vita culturale e religiosa del territorio, Maddalena Migliore, che vive da diversi anni a La Maddalena, affida alla poesia (ben 88 componimenti) uno sguardo maturo sulla vita, capace di unire esperienza personale e tensione spirituale.
«Raccontare se stessa — scrive nella prefazione Isabella Conte — condividere in versi la propria storia spirituale e umana: è questo che Maddalena Migliore fa nella sua nuova silloge».
Il libro si apre con la poesia Amabile amica, una sorta di invocazione alla musa, dove la poetessa chiede all’ispirazione di tornare a illuminare un mondo che appare «così bellicoso, così manomesso». L’immagine musicale attraversa i versi: la musa diventa una flautista capace di trasformare la realtà in armonia, guidando i pensieri su un «pentagramma di emozioni e memorie». Fin dall’inizio emerge la funzione della poesia come forza capace di restituire ordine e bellezza a un tempo inquieto.
«Con la consueta mitezza, prende il lettore per mano e lo invita, fiduciosa, a varcare la soglia della sua intimità artistica». Le poesie rivelano una costellazione di temi profondamente umani: la maternità, la famiglia, l’amicizia, il rapporto con la natura e con la propria terra, ma anche la riflessione spirituale e religiosa. Titoli come Madre, Madre e figlio, Parola di vita, La sacra lettura, La campagna amata o Città natale testimoniano una poesia che nasce dalla vita quotidiana e dagli affetti più profondi.
La voce poetica di Migliore è quella di una donna che guarda al proprio percorso di vita con gratitudine, consapevolezza e fede. I versi mantengono un tono semplice e diretto, quasi colloquiale, ma proprio in questa limpidezza trovano la loro autenticità. La poesia diventa memoria, testimonianza e talvolta preghiera. «In vetta a ogni cosa — scrive ancora Isabella Conte — la poetessa riconosce sempre l’alto Fattore, il motore primo, il Supremo Creatore che ispira ogni azione dei mortali, quando la loro mano si lascia guidare verso il Bene».
La raccolta si chiude significativamente con la poesia Lascio…, che assume il valore di un testamento spirituale. La poetessa dichiara di non lasciare ricchezze materiali, ma il proprio «libero volo poetico», capace di aprire le ali verso «la soglia infinita». È un messaggio di gratitudine verso la vita e verso Dio Creatore, accompagnato dal desiderio di un mondo più fraterno, attraversato da «ponti larghi e solidi» e da cuori sinceri e aperti. Poesia come speranza: con la serenità di chi ha attraversato molte stagioni dell’esistenza, Maddalena Migliore affida ai lettori una parola che è insieme memoria, fede e dono. Un invito a guardare oltre la soglia del presente, verso quell’infinito che la poesia continua a cercare: «Un diario in versi, insomma, un testamento poetico».
