Il prossimo 6 maggio, alle 18:30, i locali del Centro Civico, in piazza Othoca a Santa Giusta, ospiteranno la presentazione ufficiale del libro intitolato "I luoghi della memoria". La pubblicazione, interamente finanziata dal Comune di Santa Giusta e realizzata grazie alla preziosa collaborazione della sezione Sinis Cabras - Oristano di Italia Nostra, Associazione nazionale per la tutela del patrimonio storico, artistico e naturale della nazione, si propone di salvaguardare un patrimonio culturale di inestimabile valore che appartiene quasi esclusivamente alla memoria orale e a rari documenti d'archivio. Il volume esplora con profondità la realtà sociale ed economica del borgo nella prima metà del XX secolo, offrendo un'analisi dettagliata del tessuto commerciale dell'epoca attraverso lo studio delle antiche botteghe e dei suoi "maistusu", che costituivano il cuore pulsante del paese. All'interno dell'opera, il racconto della vita quotidiana prende forma attraverso le parole di testimonianze dei nati prima degli anni 50, le cui voci descrivono un mondo fatto di lavoro, tradizioni e sacrifici ormai lontani nel tempo. Il corredo iconografico è parte integrante del progetto, grazie a una selezione di immagini storiche provenienti in gran parte dall'archivio della famiglia Musu, che permettono di visualizzare i volti, i mestieri e i paesaggi che hanno caratterizzato la storia locale.

"Queste pagine ci restituiscono un affresco accurato di una Santa Giusta che non c’ è più -  dichiara il sindaco Andrea Casu, sottolineando l'importanza di tramandare tale
conoscenza alle nuove generazioni". 

Il libro è frutto della ricerca che Margaret Caddeo realizzò dal 2012 al 2018, attraversando 16 comuni della Sardegna, intervistando oltre 400 tra donne e uomini, producendo circa 600 ore di video interviste, scrivendo 14 libri di testo, un documento fruibile oggi e in futuro, potrà essere oggetto di studio della società sarda, del carattere di questo popolo e dell’idioma nelle sue ricche varianti. Salvatore Melis ha inoltre evidenziato come l'impegno collettivo della comunità e la collaborazione professionale di figure come Anna Paola Camedda e Alberto Loche dell’associazione Italia Nostra, abbiano permesso di salvare e trasmettere la memoria storica del paese. 

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