Aprirà i battenti domani a Fordongianus, alle 17.30, la nuova stagione del Forum Literary Lab, il festival letterario internazionale che da cinque anni si è posto come missione quella di trasformare il libro in uno strumento vivo, non ornamento da scaffale, ma chiave per leggere il mondo. Un appuntamento che quest’anno abiterà gli spazi del centro culturale ExSPa con la presentazione di un volume capace di tenere insieme la morte e la vita, il silenzio delle lapidi e il rumore delle storie.

Protagonista del pomeriggio inaugurale, infatti, sarà la giovane autrice sarda Claudia Mandas, che presenterà “Ritratti di Ombre”, edito da Il Maestrale, in dialogo con Maria Obinu. Una raccolta di venticinque racconti liberamente ispirati alle sepolture del cimitero monumentale di Bonaria, a Cagliari. Venticinque esistenze sepolte che riacquistano voce, forma, peso emotivo attraverso la scrittura. «Questo libro ci ha convinto fin dal primo momento», racconta Emanuela Zedda, direttore artistico. «Claudia ha fatto qualcosa di raro: è entrata in un luogo che normalmente attraversiamo in silenzio e con il passo felpato e ha deciso di ascoltarlo. Quelle tombe non sono sfondo, sono punto di partenza. Le storie che ne nascono parlano di noi, di come viviamo, di cosa lasciamo».

Il festival, nato con l’obiettivo di promuovere il libro e la lettura come strumenti di dialogo, conoscenza e autodeterminazione, si configura come uno spazio aperto e plurale, attento tanto ai lettori di lunga data quanto a chi non ha ancora trovato il proprio libro. «Non vogliamo soltanto rafforzare chi legge già», spiega Zedda, «vogliamo avvicinarci a chi non legge, ai bambini, ai ragazzi. Vogliamo portare il festival nei contesti dove la partecipazione culturale è più bassa, dove un libro può fare ancora più differenza. La cultura nelle grandi città è importante, nei piccoli centri come il nostro è fondamentale. Qui non serve a muovere l’economia, aiuta le persone a vivere meglio. Abbiamo la speranza di ritrovare nella cultura una dimensione non pedagogica, ma salvifica. Ecco le ragioni del nostro impegno».

Con uno sguardo dichiaratamente rivolto all’accessibilità e alla pluralità delle esperienze, il Forum Literary Lab punta a diventare un punto di riferimento nel panorama culturale internazionale, uno di quei luoghi dove generazioni e culture si incontrano attorno a una pagina. «“Ritratti di Ombre” è il libro giusto per aprire questa stagione», conclude Zedda, «perché Claudia è una giovane scrittrice con una visione così limpida e il coraggio di sperimentare, che riflette perfettamente lo spirito del nostro festival-laboratorio, ricordandoci che ogni storia merita di essere raccontata. Anche, e soprattutto, quelle che sembravano finite».

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