Si è chiusa la prima fase del Premio Strega nell'edizione degli ottant'anni, con la Sardegna che si presenta con tre voci distinte: a “L’immensa distrazione” (Einaudi) di Marcello Fois, proposto da Helena Janeczek, si sono aggiunti “La sonnambula” (Bompiani) e, per la cagliaritana Arkadia, “L’ombra di Kafka” del siciliano Andrea Alba. Su 79 titoli complessivamente proposti dagli Amici della Domenica – un numero record anche se di un soffio sotto gli ottanta dell'edizione 2023 e gli 81 del 2025 – tre portano l'isola al centro della scena.

Bianca Pitzorno, scrittrice sassarese amatissima da generazioni di lettrici e lettori, è stata presentata da Roberta Mazzanti. L’opera nasce da una curiosa inserzione pubblicitaria dell'Ottocento sassarese e si trasforma in un romanzo d'atmosfera irresistibile. Protagonista è Ofelia Rossi, veggente per necessità e donna in fuga, che si muove tra i segreti e le ipocrisie di una piccola città sarda con intelligenza e una straordinaria capacità di sopravvivenza. Pitzorno, che ha costruito la sua carriera su una narrativa attenta alle voci femminili e alle storie dimenticate, porta con questo titolo una Sardegna ottocentesca mai nostalgica, ma acuta e ironica. 

La terza presenza sarda non è quella di un autore, ma di un editore: Arkadia, casa editrice cagliaritana che porta avanti da anni un puntuale lavoro editoriale, figura in questa edizione con “L'ombra di Kafka” di Andrea Alba, scrittore siciliano trapiantato a Torino. Il romanzo, proposto da Claudio Strinati, racconta di falsi letterari e labirinti borgesiani nell'Italia di fine millennio: un libro che, nelle parole del proponente, sa essere leggero in superficie e stratificato in profondità.

Dal 2019 Arkadia è presente con continuità al premio: tredici i titoli presentati in sette anni, una costanza che certifica l'impegno dell'editore cagliaritano verso la qualità delle proprie proposte. Non si tratta di una partecipazione estemporanea, ma di una presenza costruita nel tempo, che trasforma lo Strega in un appuntamento strutturale per una realtà editoriale indipendente dell’isola.

Tre presenze, dunque, che raccontano una Sardegna letteraria viva e plurale: quella dei grandi autori affermati e quella di un editore indipendente che, mattone dopo mattone, costruisce la propria credibilità nazionale. 

Il Premio Strega 2026, che per la prima volta vedrà la finale l'8 luglio in piazza del Campidoglio a Roma, si preannuncia ricco e competitivo. Il Comitato direttivo – composto tra gli altri da Dacia Maraini, Melania G. Mazzucco, Paolo Giordano e Gabriele Pedullà – annuncerà la dozzina il 1° aprile alla Camera di Commercio di Roma, nella Sala del Tempio di Vibia Sabina e Adriano. Per la cinquina finale, l'appuntamento è il 3 giugno al Teatro Romano di Benevento.

La Sardegna aspetta, con tre buone ragioni per sperare.

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