Al termine della lezione posa con i bambini per le foto di rito, concede loro di farsi accarezzare per qualche istante, ma senza esagerare, perché è pur sempre una diva. Pilar, la cagnolina di 13 anni simbolo del rifugio “La casa di Bingo”, è la protagonista del progetto di cittadinanza attiva che sta interessando le scuole dell’infanzia, la primaria e le medie di Corte Piscedda che punta a sensibilizzare i più piccoli al problema del randagismo.

La piccola insegnate pelosa, accompagnata da Elisabetta Podda, la responsabile del rifugio con la quale Pilar vive, arriva la mattina in classe ed è pronta a “raccontare” la sua vita. E attraverso la sua storia, la cagnetta impartisce una lezione di vita ai bambini di tutte le età, e insegna loro come ogni essere vivente meriti di essere amato e rispettato.

Elisabetta Podda in classe utilizza un pupazzo simile a Pilar, e la prima cosa che chiede ai bambini è quale differenza notino tra l’animale in carne ossa e quello di pezza: «La maggior parte nota che i fiocchetti che portano sono differenti e altri piccoli dettagli secondari, ma solo in pochi dicono che uno è inanimato e l’altro è vivo.

I bambini sono molto incuriositi da questo progetto, e dimostrano interesse al tema del randagismo: credo che affrontare questi discorsi quando sono piccoli possa aiutarli ad avere maggiore consapevolezza e a renderli più sensibili a certi problemi del loro territorio. È curiosa anche l’idea che hanno del rifugio, si immagino i cani ospiti nelle stanze di una casa».

Ma Pilar, salvata insieme alla sorellina Conchita quando avevano pochi mesi dopo essere state abbandonate sulle sponde de rio San Girolamo, non è solo l’emblema della lotta al randagismo, ma anche un simbolo di resilienza. «L’abbiamo chiamata così in onore di Pilar del mare, cantata da De Andrè – racconta Elisabetta Podda - la sua vita è stata una continua lotta, è nata con una lussazione congenita del gomito ad entrambe le zampe, una malattia che le impediva di camminare, è viva solo perché la sorellina era riuscita a sgusciare fuori dalla scatola in cui le avevano abbandonate e aveva attirato l’attenzione di un passante.

Oggi riesce a camminare senza grandi problemi, ma per raggiungere questo risultato, quando era piccola l’abbiamo portata una dozzina di volte a Milano per essere operata. È bello pensare che, attraverso l’esempio di vita di una cagnolina, i bambini possano diventare più empatici verso gli animali e, allo stesso tempo, avere il coraggio per affrontare ogni difficoltà, proprio come ha fatto Pilar».

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