Dal processo a Julia Carta, ritenuta strega, agli omaggi all'artista Maria Carta e alla scrittrice Michela Murgia. All'insegna delle grandi donne la terza edizione del Festival Ammajare che ha animato Siligo per quattro giorni con arte, letteratura e attualità.

L’omaggio costante e commosso ad un’icona del territorio come Maria Carta è stato interpretato dalla voce di Valentina Capasso, accompagnata alla chitarra da Sebastiano Deriu, ritmando con eleganza i diversi momenti del festival.

La giornata conclusiva è stata caratterizzata da "Io e Kelledda", un profondo ricordo corale di Michela Murgia condotto dal direttore artistico Giampaolo Cassitta con Nicolò Migheli e Francesco Leone. Altrettanto emozionante il concerto narrativo dell'Accabadora portato in scena da Elisa Zedda e Andrea Congia. I due omaggi sono stati intervallati dalla presentazione del libro di Nando dalla Chiesa dal titolo “La ragazza di vicolo Pandolfini”.

Un momento di grande valore civile si è vissuto con l'impegno affinché la Sardegna si doti di una Carta che tuteli la pace, nata dall'esperienza e dai valori del centro di S’Aspru. Contestualmente, il Sindaco Giovanni Porcheddu ha annunciato l'ufficiale intitolazione della Biblioteca Comunale di Siligo a Julia Carta, il luogo sacro dove si custodiscono le parole: ogni autore che presenterà un'opera in paese ne donerà, d'ora in avanti, una copia alla biblioteca.

Il Premio "Ammajare 2026" è stato conferito, dal sindaco Giovanni Porcheddu, alla giornalista Emanuela Pala per il coraggio dimostrato a bordo della flottiglia umanitaria e la sua profonda testimonianza di pace e difesa dei diritti umani. La cena conviviale organizzata dalla Pro Loco di Siligo ha fatto da preludio al finale musicale affidato al concerto dei Bertas. Una delle formazioni più storiche e rappresentative della musica sarda ha fatto calare il sipario su un'edizione indimenticabile, confermando il Festival Ammajare come uno spazio in cui la cultura dialoga apertamente con la memoria, la coscienza civile e il futuro.

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