Non soltanto una testimonianza fortemente rappresentativa del mondo degli stazzi galluresi, ma soprattutto un'espressione di arte fotografica. È la mostra di Nanni Angeli, inaugurata ieri pomeriggio, 30 ottobre, al Museo Civico di Arzachena, davanti a un pubblico particolarmente numeroso. La ‘janna a lianti - casi, cosi, lochi e gjenti di li stazzi illa Gaddura di chisti tempi (La porta a levante – cose, case, luoghi e genti degli stazzi nella Gallura contemporanea) è il titolo dell'esposizione.

L'inaugurazione è stata accompagnata da un incontro nella sala conferenze del museo, aperto dagli interventi della direttrice della Ge.Se.Co., Anna Maria Zedda, e della delegata comunale alla stessa società municipalizzata, Stefania Greco. Presenti, tra gli altri, il fratello dell'autore, Paolo, musicista e compositore, fondatore e direttore artistico con lui del festival Isole che Parlano; la sorella Alessandra, che cura la sezione «Isole che Parlano ai bambini»; e il padre Gigi, poeta pluripremiato, autore di componimenti in gallurese e lurese. Una famiglia di artisti.

La selezione proposta da Nanni Angeli comprende circa 60 fotografie, a colori e in bianco e nero, realizzate tra il 2010 e il 2011. Le immagini documentano gli aspetti ambientali, paesaggistici, architettonici e umani della realtà osservata. Lo stazzo viene rappresentato nella sua accezione più ampia: non soltanto l'abitazione, ma anche i terreni circostanti, quale unità territoriale, sociale ed economica della società rurale gallurese. Un sistema che, insieme alla lingua, ha costituito uno dei principali elementi distintivi del Nord-Est rispetto al resto della Sardegna, almeno fino alla prima metà degli anni Sessanta.

«Una mostra nata per istinto che poi si è trasformata in un lavoro più strutturato», afferma Nanni Angeli, descrivendo un racconto che senza soluzione di continuità alterna case (in decadenza e/o vissute), cose (in uso o abbandonate), ritratti (in posa o durante azioni quotidiane spesso di lavoro) e paesaggi, restituendo ai visitatori un punto di vista. La mostra resterà aperta al pubblico fino al 6 gennaio.

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