A Sestu torna “In Progress...One”
Fino al 13 settembre la rassegna organizzata dall'associazione MeditEuropa tra Spazio Samsa e Casa OfeliaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Un'invasione di progressive, affini e derivati che ormai da quasi vent'anni fa puntualmente ritorno nella città di sempre: prende finalmente avvio la diciannovesima edizione del festival "In Progress...One", che fino al 13 settembre va in scena tra Spazio Samsa e Casa Ofelia a Sestu, ancora a cura dell'associazione MeditEuropa. Sul palco attese non solo formazioni del panorama isolano, ma anche speciali ospiti e storiche band tricolori, come Le Orme e The Trip, con le giornate del 9, 10 e 13 che restano a ingresso gratuito.
Ad aprire le danze in data odierna, allo Spazio Samsa, sono i chitarristi Ramprasad Secchi e Fabrizio Lai Dessì con il progetto "Hot Club de Casteddu": un concerto acustico sulla scia del jazz manouche d'influenza gitana, celebre grazie al suo padrino Django Reinhardt e i mitici Hot Club de France, ricreando le magiche e fumose atmosfere della Parigi antebellica. Segue un'altra coppia artistica con Ar Duo, che in "Different Words" viaggia tra sonorità classiche, jazz ed etniche in movimento tra Turchia, Armenia e paesi arabi, nell'incontro di tradizioni lontane e improvvisazione.
Giovedì 10, sempre nei locali di via Gramsci 5, dalle 20:30 si parte invece con il poliedrico talento locale di Matteo Sedda, compositore, arrangiatore, trombettista ed esperto sound designer: sale sul palco con "Rooms", concerto sperimentale e strutturato sole tromba ed elettronica, in un limpido suono acustico che va a ibridarsi con avvolgenti strutture e loop digitali. Chiude la seconda serata il math rock degli emergenti sardi Acanta.
Ci si trasferisce a Casa Ofelia da venerdì 11, dove alle 21 il festival ricomincia dal Mauro Mulas Project, ensemble guidata dall'omonimo tastierista, compositore e virtuoso del piano, da molti anni impegnato in una ricerca ai confini tra avant-garde, prog e jazz, in bilico tra raffinatezza melodica ed eclettiche ritmiche intricate. Uno spettacolo di calibro, che anticipa gli attesissimi The Trip: leggendaria formazione del progressive italiano, oggi capitanata dal batterista Furio Chirico e completata da Paolo Silvestri, Giuseppe Lanari e Marco Rostagno, dedita tuttora a riportare in vita la pura, dirompente e teatrale essenza dei tempi d'oro, e di far emozionare fan della prima ora e nuovi seguaci.
Si prosegue allo spazio di via Parrocchia 88 anche sabato 12, dalla stessa ora del giorno prima, con due artisti già ben noti sui palchi di Sestu. Parliamo del duo di Mübin Dünen e Raoul Moretti, che tornano in scena con una nuova resa dal vivo di "Anima Vibrante", nel dialogo tra gli arcaici suoni di duduk e santur con l'arpa elettrica, fra suggestioni del Vecchio Continente e radici sonore del Medio Oriente. E se le aspettative per The Trip erano alte, non potevano che essere ancor più elevate per Le Orme: un vero e proprio pilastro del rock progressivo tricolore dai ben sessant'anni di carriera, la cui storia continua a infiammare i palcoscenici di tutta Europa, grazie a performance incredibili, rivisitazioni del repertorio originale e inediti spunti musicali.
Quella di domenica 13 è infine una giornata interamente votata alla conclusione della rassegna, con alcuni speciali appuntamenti: già alle 9 appuntamento alla Cantina Cau in località Su Pardu, con il mercatino vinilico e l'aperitivo in socialità di "Vini'ls 2026" che conducono direttamente alle due esibizioni finali in serata. Fissate per le 21 e per un'ultima volta a Casa Ofelia, si alternano in scena gli Asymmetric Universe, progetto strumentale tra avant-garde, jazz, ambient e cameristica dei fratelli Nicolò e Federico Vese, e gli Aerostation, power trio di scuola crossover prog ideato dal tastierista Alex Carpani, al quale si aggiugono il batterista Gigi Cavalli Cocchi e il bassista Jacopo Rossi: insieme portano in live l'ultimo lavoro, "Rethink", tra digressioni elettroniche e synth pop e vocalità calde e avvolgenti.
Una manifestazione resa possibile anche grazie a Comune, Città Metropolitana, Regione e Fondazione di Sardegna.
