A Gesico torna la Festa di Sant’Amatore
Attesa anche per la 34esima Sagra della LumacaPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
A Gesico, ottobre è il mese in cui la memoria si fa identità e la tradizione religiosa incontra il piacere della convivialità. Nel piccolo centro della Trexenta, la 405ª Festa di Sant’Amatore e la 34ª Sagra della Lumaca rinnovano un binomio che racconta l’anima più autentica della comunità: da una parte la devozione per Santu Amadu, dall’altra la valorizzazione delle eccellenze gastronomiche e culturali del territorio. Due appuntamenti distinti ma profondamente intrecciati, capaci di trasformare il paese in un luogo d’incontro per fedeli, curiosi e visitatori provenienti da tutta la Sardegna. Il sacro e il profano non si contrappongono, ma procedono insieme, alimentandosi a vicenda in un equilibrio che da decenni scandisce il calendario gesichese. Al centro della festa religiosa c’è Sant’Amatore, vescovo e martire africano secondo la tradizione, il cui culto affonda le radici in una storia secolare. Il santuario a lui dedicato è attestato dalle fonti almeno dal 1183, mentre il ritrovamento di resti attribuiti al santo, nel 1621, contribuì a rafforzare la devozione popolare e a fare di Gesico una meta di pellegrinaggio. Una storia che attraversa i secoli e che ancora oggi si rinnova nei riti comunitari, nelle processioni e nella partecipazione dei fedeli.
Il programma accompagna questo percorso di fede con mostre, incontri culturali e momenti di spettacolo. Le celebrazioni culminano nella processione di lunedì 19 ottobre che, a lume di candela, segna il rientro della reliquia e lo scioglimento del voto popolare. Domani, domenica 18, la Messa solenne presieduta da monsignor Ottavio Utzeri sarà trasmessa in diretta da Videolina. Accanto alla devozione, la lumaca diventa protagonista di una festa che intreccia sapori, saperi e socialità. Oggi, sabato 17 ottobre, con l’inaugurazione della 34ª Sagra e le degustazioni gratuite, il paese si anima tra la fiera agricola, le mostre, i balli e la musica. In serata, spazio allo spettacolo con i Fantasias de Ballos e Alessandro Pili, interprete del celebre Sindaco di Scraffingiu. È proprio in questa convivenza tra altare e piazza che Gesico custodisce la propria unicità. Sant’Amatore rappresenta la continuità della memoria e della fede; la lumaca, diventata simbolo gastronomico e identitario, racconta invece la capacità di una comunità di aprirsi e accogliere. Due tradizioni diverse, unite dalla stessa forza collettiva.
Perché a Gesico la festa non è soltanto celebrazione o intrattenimento: è un patrimonio condiviso, un’occasione per tramandare la storia e promuovere il territorio. E mentre il culto di Santu Amadu richiama i pellegrini, i profumi della sagra invitano a scoprire un paese dove, da oltre quattro secoli, la fede incontra la convivialità.
