I ritardi nell’abolizione dell'addizionale comunale sono la causa ufficiale dei tagli di Ryanair negli aeroporti del nord Sardegna. Ma è allo stesso tempo l'incremento dei collegamenti all’aeroporto di Cagliari che produce un possibile effetto a cascata. In particolare sul contestato percorso di privatizzazione degli scali, già al centro di inchieste, ricorsi e sotto il faro della Corte dei Conti.

La compagnia irlandese ieri ha annunciato la diminuzione dei voli in Sardegna, ma ad essere tagliati sarebbero soltanto quelli negli scali di Alghero e Olbia dove la gestione è privata. A Cagliari invece, dove lo scalo è ancora in mano pubblica, i voli vengono incrementati: più frequenze a Malpensa e Venezia, e una nuova rotta a Forlì. Di fatto Ryanair motiva i tagli con la mancata cancellazione della tassa d'imbarco, una condizione comune a tutti e tre gli scali sardi. Ma il trattamento è differente.

La questione tira in ballo la privatizzazione dell’aeroporto di Cagliari-Elmas. Su questa operazione tira forte l'aria di retromarcia, con nuova destinazione la gara pubblica. I rumors in Consiglio regionale sono insistenti. Tanto che filtra già l'ipotesi di un 49% a bando. E su una quota minoritaria sarà poi tutto da verificare l'interesse del fondo F2i che già gestisce Alghero e Olbia.

Inoltre, su questa strada, arrivano le prime aperture trasversali sulle risorse della Regione da impegnare nel percorso. I 30 milioni stanziati in Finanziaria, potrebbero anche aumentare, forse fino a 50 milioni, proprio per consentire al soggetto pubblico di avere più potere decisionale nelle strategie del trasporto aereo a garanzia della mobilità dei sardi.

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