Adesso diventa una questione giuridica la riassegnazione della Continuità territoriale sarda, a meno di una retromarcia di Aeroitalia. Che sarebbe tanto clamorosa quanto la decisione di dire addio alle rotte a tariffe agevolate. Resta il fatto che la compagnia, operativa dal 29 marzo, quando è partito il bando 2026-2029, non può fermare i voli da gennaio, come annunciato dall’Ad Gaetano Intrieri. I collegamenti vanno garantiti ancora per sei mesi, non tre.

Obblighi di legge

I tempi per smobilitare non li decide il vettore, ma sono scritti nelle regole della Continuità territoriale. Il riferimento è il decreto 213 del 9 settembre 2025, a firma del ministro dei Trasporti, Matteo Salvini.

Al punto 2 del paragrafo 3.4, sulla Regolarità dei servizi, è scritto che la compagnia aggiudicataria del bando «potrà interrompere il servizio soltanto a condizione che abbia previamente informato la Regione, mediante preavviso inviato almeno sei mesi prima della data prevista per l’interruzione», come anticipato avant’ieri dall’assessora Barbara Manca. Quindi: Intrieri ha ufficializzato il 2 novembre la rinuncia ai cinque collegamenti a tariffe agevolate (serve comunque una Pec o altra comunicazione simile). Vuol dire che sino all’inizio di maggio 2027 Aeroitalia non può smettere di volare da Cagliari e Olbia verso Roma e Milano ma anche tra Alghero e la Capitale (il collegamento dalla Riviera del Corallo verso Linate è invece assegnato in proroga a Ita Airways sino al 31 gennaio).

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