Addio al maestro burattinaio Rahul Bernardelli, figlio d'arte che ha portato il teatro di figura in tutta la Sardegna
Nell’Isola si è fatto conoscere con l'attività del sodalizio che ha fondato e diretto: l'associazione culturale Le Compagnie del CocomeroPer restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Ha raccolto l’eredità di una famiglia d’arte che ha incantato bambini e adulti con l’arte dei burattini. Lo ha fatto con passione e con la convinzione che il teatro di figura dovesse essere una purissima forma di educazione e resistenza. È morto Rahul Bernardelli, artista bolognese che ha legato il suo destino alla Sardegna. Era figlio di Lucia Sarzi, partigiana, in prima linea nella lotta contro il nazifascismo, che gli ha trasmesso non solo l'arte di muovere i fili e dare voce ai pezzi di legno ma anche l’amore per la libertà e il senso di un lavoro che doveva avere un valore civile. Gli stessi insegnamenti dello zio Otello, altra figura fondamentale per la sua formazione, fiero oppositore del regime fascista, talento formidabile, artefice della maschere che, nel secondo dopoguerra, hanno dato voce e anima ai personaggi letterari creati da Gianni Rodari.
Rahul Bernardelli si è trasferito in Sardegna dopo gli esordi nei primi anni Settanta del secolo scorso, nella sua Bologna. Nell’Isola si è fatto conoscere con l'attività del sodalizio che ha fondato e diretto: l'associazione culturale Le Compagnie del Cocomero.
«Per questa realtà - ricorda Rita Atzeri, attrice e regista del Crogiuolo, compagnia a cui Bernardelli era molto legato - ha firmato e interpretato innumerevoli lavori, spettacoli capaci di incantare i bambini e, al tempo stesso, di far riflettere gli adulti. Opere come “Fuori!” o “Il principe e il ragno” testimoniano la sua straordinaria capacità di parlare a misura di bambino, difendendo la purezza dell'infanzia dalle brutture del mondo quotidiano attraverso una scatola magica fatta di musica, parole e immaginazione. Per decenni, Rahul ha portato il teatro di figura in ogni angolo della Sardegna e d'Italia, dimostrando che un burattino può comunicare molto più di un lungo discorso»
Rahul Bernardelli, nel solco degli insegnamenti di Lucia e Otello, ha sostenuto la causa dell'Anpi, l'Associazione nazionale partigiani d'Italia, custode della memoria della Resistenza e dei valori espressi nella Costituzione. Due anni fa, nel corso dell'incontro, organizzato a Cagliari dal Crogiuolo e dall’Istituto sardo per la storia dell’antifascismo e della società contemporanea (Issasco), aveva raccontato, insieme al cugino Mauro Sarzi, l’appassionante vicenda di una famiglia di artisti che ha sempre creduto nella magia e nella forza espressiva dei burattini.
