Abusi sui minori, prosegue la polemica tra Garante e Cei sarda
«Falsi» per i vescovi i dati diffusi da Puligheddu. Che replica: «Non arretro di un millimetro»Immagine simbolo (Ansa)
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«Prima di ogni altra considerazione parla la mia testimonianza di fedele cattolica praticante, la mia vita specchiata e rispettosa delle Istituzioni civili e religiose, la mia integrità morale nell’esercizio di un ruolo che indiscutibilmente è sempre stato dalla parte dei bambini». Così la Garante regionale per l’infanzia e l’adolescenza, Carla Puligheddu, commentando la nota con cui i vescovi della Sardegna hanno espresso «sconcerto e rammarico» per alcune dichiarazioni della stessa Puligheddu sul tema degli abusi che sarebbero perpetrati in danno di minori da parte di appartenenti al clero.
La Garante aveva parlato in consiglio regionale di 37 casi accertati tra il 2020 e il 2025 affermando (citando dati di un report dell’Osservatorio permanente sugli abusi) che solo per due episodi sarebbero stati avviati dei procedimenti.
Al proposito i vescovi avevano espresso sgomento «non per la gravità dell'argomento, che riguarda l'intera società, e che vede la Chiesa - in Sardegna, in Italia e nel mondo - contrastare il fenomeno con la sensibilizzazione e la formazione, ma per la superficialità e la disinvoltura con la quale sono state esposti dalla stessa Garante numeri e dati senza nessun reale fondamento, nonché per la gratuità di riferimenti e di accuse di rilevanza penale che i vescovi respingono con determinazione e sdegno».
Per la Conferenza episcopale sarda si tratta infatti di «notizie destituite da qualsiasi fondamento» e «sorprende che vengano presentate pubblicamente, esponendo un'istituzione del Consiglio regionale a una comunicazione senza nessun dato credibile».
Ora arriva la controreplica della Garante che, ribadendo i numeri del report, punta il dito contro il «silenzio» e le dichiarazioni volte a prendere «distanza dalla posizione dell’Autorità di garanzia che da tre anni opera all’interno del Consiglio regionale, quasi fosse un corpo estraneo, un elemento di disturbo del quale liberarsi al più presto».
«La mia posizione – conclude Puligheddu - è netta e trasparente, non arretra di un millimetro. Anzi. Non mi risulta che la Conferenza Episcopale Sarda abbia avviato azioni legali per contrastare i dati dell’Osservatorio permanente sull’abuso ma auspico lo faccia quanto prima. Le procure dei tribunali avranno modo di verificare le contestazioni, e contestualmente le diffamazioni al momento rivolte contro l’unica figura di garanzia che agisce a tutela dei bambini non degli adulti».
(Unioneonline)
