Abbanoa, maxi investimento finanziario da 243 milioni: scontro Todde-Truzzu
Il capogruppo di FdI: «Soldi affidati a un istituto senza alcun bando». La presidente: «Tutto in regola e redditizio, atti coperti da riservatezza»Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp
Scontro aperto in Consiglio regionale sugli investimenti finanziari di Abbanoa. Nel corso del question time di questa mattina, il capogruppo di Fratelli d'Italia Paolo Truzzu ha attaccato duramente la presidente della Regione Alessandra Todde dopo la risposta all'interrogazione sugli investimenti del gestore idrico e in particolare sui 243 milioni di euro di liquidità affidati dal gestore idrico a Credem Euromobiliare.
Al centro della polemica, la scelta di Abbanoa di un unico intermediario finanziario, senza - secondo l'opposizione - alcuna manifestazione d'interesse, gara pubblica o procedura comparativa formalizzata.
«Abbiamo appreso che nel 2025 la società avrebbe affidato oltre 243 milioni della propria liquidità alla banca Credem», ha detto Truzzu illustrando l'interrogazione in Aula. «Da una serie di verifiche sul sito della società non sono riuscito a trovare nessuna delibera che autorizzasse questa operazione finanziaria, né del consiglio di amministrazione».
Truzzu ha poi puntato il dito contro il Comitato di gestione patrimoniale istituito da Abbanoa nel luglio scorso. «Tre persone avrebbero gestito una somma enorme senza alcuna manifestazione di interesse e senza gara pubblica», ha attaccato.
Nella sua replica, Todde ha difeso l'operato della società, sottolineando che Abbanoa «è un soggetto giuridico dotato di piena autonomia gestionale, organizzativa e contabile» e che le operazioni contestate rientrano nella sfera decisionale autonoma della partecipata. La presidente ha spiegato che il Cda della società aveva costituito il Comitato di gestione patrimoniale conferendogli mandato operativo e che quest'ultimo avrebbe ritenuto «vantaggiosa» la proposta avanzata da Credem Euromobiliare, istituto definito «primario» e con profilo di rischio prudente.
Secondo Todde, l'obiettivo dell'operazione era quello di «ottimizzare i rendimenti della liquidità in giacenza» in una fase di riduzione dei tassi bancari. «La gestione nel suo complesso ha generato al 31 dicembre 2025, e continua a generare, un risultato positivo», ha assicurato la governatrice.
La risposta non ha però convinto Truzzu, che nella controreplica ha alzato ulteriormente i toni dello scontro politico. «Non sono rimasto per niente soddisfatto», ha detto rivolgendosi direttamente alla presidente della Regione. «Mi dispiace che chi le ha scritto la risposta le abbia fatto dire una serie di castronerie. E mi dispiace ancora di più che lei non se ne sia accorta». Poi un nuovo affondo: «Ci ha detto sostanzialmente che le società partecipate della Regione possono fare ciò che vogliono senza che la Regione intervenga, perché tanto non succede niente». Todde ha anche chiarito che gli atti relativi all'operazione finanziaria non sono automaticamente pubblici perché si tratta di documentazione specialistica «coperta da esigenze di riservatezza», pur lasciando aperta la possibilità di valutare eventuali richieste di accesso agli atti.
Truzzu ha annunciato che presenterà formalmente un'istanza di accesso per acquisire tutta la documentazione relativa agli investimenti e verificare eventuali irregolarità.
(Unioneonline)
