E' rientrato nella sua Isola natale il paracadutista sardo Matteo Mureddu, ucciso giovedì scorso, assieme con altri cinque commilitoni a Kabul. Il Dornier dell'Aviazione dell'Esercito ha toccato la pista dell'aeroporto militare Mario Mameli alle 16:10 e subito dopo ha raggiunto il piazzale di volo del 21/o Gruppo squadroni Orsa Maggiore. Il feretro, trasportato a braccia da militari dell'Esercito, è stato accolto con un abbraccio dal presidente della Regione autonoma della Sardegna, Ugo Cappellacci, che ha sfiorato il tricolore italiano sormontato dai quattro mori. Con il presidente Cappellacci il comandante militare della Sardegna, Sandro Santroni, le autorità civili e militari dell'Isola che hanno stretto in un abbraccio i familiari. In un silenzio profondo il feretro con la salma del paracadutista è stato caricato sul carro funebre per essere trasferito a Solarussa dove domani si svolgeranno le esequie.

LA COMMOZIONE DI UN PAESE. Il pianto della sorella Cinzia e il lungo e caloroso applauso degli amici e dei compaesani hanno accolto poco dopo le 18 il ritorno a Solarussa (Oristano) di Matteo Mureddu. Prima di raggiungere il Municipio, dove è stata allestita la camera ardente, il corteo col carro funebre che trasportava la bara di Matteo ha fatto tappa davanti all'abitazione dei genitori, dove lo aspettava la sorella Cinzia, che non aveva potuto partecipare ai funerali di Stato a Roma per assistere la figlia nata un mese fa. Sorretta dal fratello Stefano, Cinzia ha salutato Matteo con un lunghissimo abbraccio alla bara ricoperta dal tricolore. Poi il corteo funebre ha raggiunto la piazza del Municipio dove ad attendere la bara c'erano tutte le autorità ma anche centinaia di persone comuni, amici, parenti, compaesani e tanti bambini con un fiore in mano che hanno salutato il feretro con un lungo applauso.

LA CAMERA ARDENTE. La camera ardente, allestita nel Municipio, resterà aperta tutta la notte per una lunga veglia funebre che sarà preceduta alle 20,30 da una fiaccolata per le vie del paese.

I FUNERALI. I funerali si svolgeranno domani alle 15,30 nella chiesa parrocchiale di San Pietro e saranno presieduti dall'arcivescovo di Oristano, Ignazio Sanna.

SASSARINI Cerimonia di saluto questa mattina a Sassari nella caserma "Gonzaga", sede del Comando della Brigata sarda. Già dal giorno dell'attentato, infatti, i primi venti sassarini sono partiti alla volta dell'Afghanistan, dove, entro la seconda metà di ottobre, la "Sassari" ultimerà l'avvicendamento con la Brigata "Folgore". Alla cerimonia ha partecipato anche il Sottosegretario di Stato alla Difesa, Giuseppe Cossiga.

'MISSIONE PER LO SVILUPPO' "Andiamo in Afghanistan per lavorare a fianco e in favore di quella popolazione. Il nostro lavoro sarà volto allo sviluppo del Paese che ci ospiterà". Lo ha detto il comandante della Brigata Sassari, gen. Alessandro Veltri, salutando una rappresentanza del 151/o, 152/o e 5/o Reggimento Genio in partenza per l'Afghanistan. Il gen. Veltri ha ricordato che la Brigata sarà rinforzata da altri due Reggimenti, in forza alla Brigata Garibaldi, il 1/o Reggimento Bersaglieri ed il 131/o Reggimento Carri che parteciperanno al controllo della zona di competenza della Sassari. Il Comandante della Sassari ha espresso orgoglio per l'affetto dimostrato dalla Sardegna, rappresentata dal presidente della Giunta regionale, Ugo Cappellacci, e dai Sindaci di molti Comuni, per la Brigata in partenza.

COSSIGA, ‘IL PAESE E’ CON VOI’. "Oggi tutto il Paese è stretto attorno alle sue Forze armate, e questo rende il saluto alla Brigata Sassari, in partenza per l'Afghanistan, diverso. Il Paese vi rende omaggio e vi ringrazia per la vostra scelta di servizio". Lo ha detto il sottosegretario di Stato alla Difesa, Giuseppe Cossiga, a Sassari salutando i soldati della Brigata Sassari che da domani sostituiranno la Brigata Folgore. "Avete l'intelligenza e la forza che trovate sempre - ha continuato Cossiga - quando lavorate assieme. Dal vostro sguardo e della vostra determinazione sappiamo che farete il vostro dovere". Parlando con i giornalisti Cossiga ha detto che dopo l'attentato di Kabul l'impegno dell'Italia non cambia e ha negato che nel Governo vi siano state divisioni. "Obiettivo dell'alleanza è quello di cessare la missione Isaf - ha aggiunto il Sottosegretario - non appena le forze afghane potranno provvedere alla loro sicurezza".
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