L’efficacia dell’ordinanza è stata immediata. Meno il rispetto della stessa. Il bilancio del primo giorno di divieto di balneazione e acquatrekking in corsi d’acqua e piscine naturali di Ussassai è stato un dileggio istituzionale: cartelli divelti e decine di persone immerse.

«Basta, alla luce di quest’arroganza informo subito al prefetto», dice il sindaco  Chicco Usai. Immaginava che il provvedimento avrebbe suscitato un pandemonio, ma non si aspettava un’invasione di persone in barba ai cartelli affissi dagli agenti della polizia municipale.

Neppure l’intimazione di verbali da 500 euro hanno scoraggiato gli avventori che, ieri mattina, si sono immersi nelle piscine naturali del rio Sa Taula, tra S’Arcada e la congiunzione col rio San Gerolamo, rio Isara e fino alla piscina di Caddargiu de Sini.

Il cartello di divieto a Niala

La decisione di bloccare tutto era arrivata dopo le continue invasioni delle ultime settimane – innescate da un fenomeno social – che mettono a rischio il delicato equilibrio naturalistico del territorio. 

Roberto Secci

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