Sicurezza.

Zone rosse e stretta sulle lame: accelera il decreto minori 

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Il pacchetto sicurezza arriverà in Consiglio dei ministri nei prossimi giorni, forse già la prossima settimana. Dopo le richieste della Lega resta in piedi l’ipotesi di un decreto che contrasti la criminalità giovanile e l’uso dei coltelli tra i minori. Il prossimo Cdm è previsto martedì, ma non è ancora chiaro se e in quale modalità il nuovo provvedimento sarà presentato.

Il pacchetto prevede due distinti documenti: un decreto legge con varie norme, tra cui l’istituzione di zone a vigilanza rafforzata, le cosiddette “zone rosse”, e il disegno di legge con i provvedimenti che puntano a limitare la violenza tra ragazzi, prevedendo anche la responsabilità dei genitori e introducendo pesanti limiti sul porto dei coltelli, oltre all’aggravante dei reati commessi in gruppo o nei pressi di scuole e giardini pubblici. Ora va capito se - come chiede la Lega e a differenza di quanto concepito inizialmente - il ddl potrà essere recepito come un decreto, quindi con i caratteri di necessità e urgenza, almeno per le norme che riguardano i minori. «Il provvedimento è frutto del lavoro delle ultime settimane e degli ultimi mesi da parte dei tecnici del Viminale, che fa proprio tesoro delle esperienze degli ultimi tempi. Ha un buono stato di maturazione e ci sarà una concertazione a Palazzo Chigi tra i ministeri interessati. Dopodiché credo che giungerà, presumibilmente entro la fine del mese, al Consiglio dei ministri per essere approvato», ha detto il ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, parlando della vicenda di La Spezia e chiedendosi «come sia possibile che dei ragazzi a scuola regolino i propri conti attraverso l’utilizzo di coltelli portandoseli da casa. Noi pensiamo che ci debba essere qualcosa che vada oltre i sistemi di sicurezza, i sistemi di prevenzione tradizionali, qualche cosa che riguardi anche la cultura, l'educazione di questi ragazzi. E anche un po’ la sollecitazione del senso di responsabilità. Con il provvedimento che abbiamo messo in campo qualche cosa di questo c’è». Il provvedimento prevede poi l’ampliamento dei reati per i quali si può applicare l’ammonimento del questore per i ragazzi tra 12 e 14 anni: vengono inserite anche le ipotesi di lesione personale, rissa, violenza privata e minaccia se commessi con l’uso di armi o di strumenti atti ad offendere. Infine una sanzione da 200 a mille euro per i genitori o chi è tenuto a sorvegliare i ragazzi. Ma per Pietro Parolin, segretario di Stato vaticano, a servire non è tanto una stretta quanto «più valori, più educazione, aiutare questi ragazzi a riflettere, a vivere anche le cose positive, a non lasciarsi trascinare, certo ci vogliono evidentemente anche delle misure di sicurezza, non lo neghiamo ma non sono sufficienti». Come dire “più educazione e meno repressione”? «Se vogliamo usare una formula usiamo questa, sì».

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