L’ex rossoblù.

Zola: «Uno scorcio di Oliena ovunque sono stato» 

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Tre giorni non sono bastati per smaltire un’emozione incredibile, dopo tre giorni Gianfranco Zola trova comunque le parole per rivivere l’incontro con il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e ringraziarlo pubblicamente dopo averlo fatto di persona. Martedì l’ex campione di Chelsea e Cagliari, tra le altre, è stato nominato “Commendatore della Repubblica”.

«È stata una grande emozione. Era perciò necessario che trascorresse più di qualche ora prima di condividere con tutti voi la mia gratitudine verso il Presidente Mattarella che ha voluto nominarmi “Commendatore della Repubblica”», la premessa di Magic Box nel lungo post su Instagram.

«Un orgoglio: per me e per tutta la mia famiglia». Concetto, questo, che Zola aveva già espresso a caldo. «Un dono», aggiunge a mente più lucida, «che condivido con tutte le persone che in questo lungo viaggio della mia vita mi hanno accompagnato e sostenuto». Un riconoscimento che arriva da lontano grazie a un talento cristallino che ha stregato l’Inghilterra, non solo l’Italia. Il calcio al centro di tutto, quindi. «Grazie al calcio ho potuto girare il mondo, conoscere nuove culture, apprezzarle, viverle. Senza pregiudizi e sempre con grande apertura e rispetto verso ciò che per me era nuovo», tiene a precisare. «Ho vissuto ogni mia esperienza, con stupore e riconoscenza verso chi mi ha dato fiducia e apprezzato: per quello che sono, prima ancora che per quanto ho realizzato nella mia carriera di professionista».

Zola evidenza il ruolo di Oliena, e della Sardegna in generale, nel suo percorso. «In ogni momento, in ogni angolo della terra, ho sempre ricercato lo sguardo dei miei genitori, il volto di un amico d’infanzia, uno scorcio di Oliena. In ogni momento, in ogni angolo della terra», sottolinea, «ho sempre vissuto con grande orgoglio il mio essere italiano e sardo».

In chiusura: «Perciò questa nomina mi rende orgoglioso. Perché ne comprendo il significato profondo. Il riconoscimento di stima e affetto del mio Paese nella persona del Presidente Mattarella: il trofeo più importante che da uomo e sportivo potessi augurarmi. Grazie, dal cuore, a tutti».

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