Da quella parte, arrivava uno dei migliori laterali in tutta Europa. E Fabio Pisacane ha scelto ancora una volta Zé Pedro per dare solidità alla fascia destra e provare a stoppare Dimarco. «È stata una partita difficile, perché l’Inter è una squadra forte», le dichiarazioni del portoghese nel post-gara. «Penso che nel secondo tempo abbiamo fatto una prestazione migliore, abbiamo cercato di pareggiarla».
E d’altronde la catena di destra è la vera rivoluzione del nuovo Cagliari, con la cessione di Palestra e il nuovo ruolo per Michel Adopo. I rossoblù ieri sera hanno sofferto Dimarco: il rendimento del mancino azzurro in giro per i campi italiani, non è esattamente una notizia. Ma nella serata di ieri è stato proprio lui il giocatore a creare più occasioni. «Conosciamo le sue qualità. Affrontavamo un calciatore forte, così come tutta la squadra dell’Inter. Purtroppo nel calcio non si possono vincere tutti i duelli. Noi facciamo il massimo, ogni tanto si soffre». Ma nella sofferenza, la comitiva di Pisacane esce comunque dal campo tra gli applausi: il finale di gara, vibrante sotto la Curva Nord, aveva offerto nuove speranze. «La squadra ha lavorato per portare a casa la partita», racconta il classe ’97, con qualche rammarico per quelle opportunità in chiusura di gara, «dall’altra parte c’era una squadra fortissima. I tifosi hanno capito che abbiamo fatto un buon lavoro e abbiamo dato tutto per pareggiare, non ci siamo riusciti ma ovviamente mi fanno piacere questi applausi».
In attesa di un nuovo compagno di ruolo, dopo la partenza di Zappa, per Zé Pedro è arrivata un’altra presenza da stakanovista. «Con il posto fisso non c’è nessuno», dice in conferenza stampa. «Noi dobbiamo fare il nostro lavoro ogni giorno, poi il mister valuta e decide chi gioca. Siamo una squadra forte, che lavora bene e se qualcuno si addormenta può perdere il posto». E per lui nella serata di ieri, novanta minuti tutti sul campo. Al termine di una settimana con qualche acciacco: «Sono stati due-tre giorni difficili. Ho avuto uno scontro in allenamento e ha interessato il collo e la schiena. Ancora mi fa male l’osso, ma il fisioterapista e i dottori mi hanno trattato e nel corso della partita mi sono sentito sempre meglio». Fino a chiudere la gara, all’attacco anche lui, a dialogare con Ciervo per gli ultimi cross in area: «Devo ringraziare tutti per il lavoro che hanno fatto, mi hanno aiutato molto perché non pensavo di riuscire».
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