Emergenza.

«Zanzare sempre più resistenti» 

West Nile, gli insetti sopravvivono ai trattamenti. Contagiato un 32enne 

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La Febbre del Nilo non fa sconti e le conseguenze sono gravi anche sui giovani. L’ultimo colpito dal virus è un ragazzo poco più che trentenne dell’hinterland oristanese, ricoverato al San Martino. Con gli altri due casi accertati ieri, il numero delle persone contagiate in meno di un mese sale a 24: dati che la dicono lunga sulla circolazione del virus nell’Oristanese, dove quest’anno è stato riscontrato per la prima volta a fine marzo in una cornacchia. «Ulteriore conferma del fatto che il virus ormai è endemico e che le zanzare stanno diventando resistenti ai trattamenti» sottolinea Paola Corda, del servizio veterinario della Asl 5 e specializzata in malattie infettive e arbovirosi. E l’emergenza si estende anche ad altre regioni d’Italia: i contagi aumentano, in tre giorni si sono registrate anche due vittime a Pavia e a Napoli.

I casi

I pazienti attualmente ricoverati al San Martino sono dieci, fra loro ci sono diversi anziani ma il trentaduenne è uno dei più giovani ad essere stati contagiati dalle zanzare. Secondo quanto emerso il ragazzo non ha altre patologie, eppure il virus gli ha provocato la febbre e gli altri sintomi tipici di questa patologia. Gli alti due contagi coinvolgono un cinquantenne e un ultrasessantenne, al momento in osservazione al Pronto soccorso dell’ospedale di Oristano.

Virus endemico

Ormai il virus è così radicato nell’Oristanese che, secondo il monitoraggio della Asl e dell’Istituto zooprofilattico, non ci sono zone più a rischio di altre. «Abbiamo riscontrato la presenza del virus anche nelle aree interne, non solo sulla costa o nelle vicinanze di stagni e zone umide» osserva la veterinaria. Quest’anno le prime positività nei volatili sono state accertate a fine marzo a Oristano, il 2 aprile a San Vero Milis e il 15 a Cabras. «Dopo c’è stato un periodo di silenzio fino all’esplosione di luglio - aggiunge - al momento sono stati riscontrati sei focolai di zanzare positive fra Oristano, Torregrande, Allai, nel Montiferru e nell’hinterland». E ancora cinque volatili positivi (cornacchie, gabbiani e piccioni) da San Vero a Cabras e «quattro sospetti – spiega – aspettiamo la conferma dai test di laboratorio dell’istituto di Teramo, centro di riferimento». Il monitoraggio delle 21 trappole, sistemate da Asl e Istituto zooprofilattico a cui si aggiungono quelle acquistate dalla Provincia, è continuo e viene intensificato da marzo a novembre. «Importante anche la sorveglianza sui volatili, quella attiva sugli esemplari abbattuti nell’ambito di un piano di contenimento della Provincia – precisa Corda – e quella passiva sugli uccelli trovati morti».

La lotta

«I trattamenti larvicidi non si sono mai fermati ma quando c’è un’esplosione così grande di insetti vettori, diventa tutto più complicato» osserva Paola Corda. Nessun ritardo negli interventi? «Quest’anno tutte le misure possibili sono state messe in campo – ribadisce – i trattamenti adulticidi sono stati puntuali ma più interventi si fanno e maggiore è la resistenza che si crea nelle zanzare. Circa il 30 per cento degli insetti è diventato resistente ai prodotti utilizzati per cercare di debellarli».

La polemica

E intanto l’Adiconsum denuncia «un preavviso di poche ore per un intervento di disinfestazione anti-zanzare programmato a Oristano e nelle frazioni». Il presidente Giorgio Vargiu sostiene che la comunicazione della Provincia è arrivata al Comune poco prima delle 20 di lunedì 24 agosto con un intervento programmato a partire dalla mezzanotte. «Una tempistica che solleva forti perplessità, soprattutto per i cittadini che hanno giardini e orti e che avrebbero dovuto adottare precauzioni specifiche – sostiene – Dare l’informazione con così breve preavviso, con un avviso sul sito del Comune di Oristano, serve a poco». Da qui l’invito a comunicazioni più tempestive e con tutti i consigli e gli accorgimenti da adottare per evitare rischi.

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