Ciclismo.

Zana pronto all’incoronazione 

Domina a Nuoro: oggi può prendersi il Giro della Sardegna 

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Nuoro. Che fosse il più forte lo aveva messo in chiaro sin da Villanova Monteleone. Ieri Filippo Zana, campione italiano su strada nel 2022, sei vittorie da pro (che oggi diventeranno sette), ha messo il fiocchetto alla propria evidente supremazia in questo Giro della Sardegna che la Soudal-QuickStep ha dominato. Al punto da piazzare tre uomini tra i primi quattro ieri, al traguardo di una Arbatax-Nuoro severa e, come si immaginava, decisiva per la classifica.

La corsa in due parole

Partenza all’ombra delle rocce rosse di Arbatax e grande festa per il Diablo Claudio Chiappucci, che ieri ha compiuto 63 anni. Subito in quattro in fuga: Andrea Cantoni, Filippo Magli, Riccardo Lorello e l’ex biker Alexandre Balmer, svizzero della Solution Tech Nippo Rali che si è allenato sulle strade galluresi dove si arriverà oggi. A 85 km dalla fine, la Soudal decide che non si scherza più: prima Vansevenant, poi Vervaeke, Garofoli e Zana prendono il comando delle operazioni e, sulla salita per Dorgali, la fuga è ripresa. La battaglia però è per la classifica, in testa alla quale resiste, da Bosa, Nicolò Garibbo. Il ligure è al limite, la squadra prova a proteggerlo (niente interviste alla partenza, chiedono) ma non c’è niente da fare. Al passaggio a Nuoro un gruppo ridotto a meno di venti unità si gioca la tappa: a decidere è la salita di Orune che seleziona un gruppetto. Protetto dai compagni, Zana allunga a 11 km dalla fine e va a prendersi tutto: vittoria, maglia di leader, maglia della classifica a punti (sono in tre a 18) e leadership della Coppa Italia delle Regioni. La volata dei battuti, a 36”, vede l’ottimo Alessandro Verre (MBH Bank Csb Telecom Fort) precedere gli altri due Soudal, Louis Vervaeke e Gianmarco Garofali, che resta secondo in classifica, ma dietro un leader diverso. Applausi per il 18enne polacco Jan Jackwiack (sesto e leader dei giovani) e per il panamense Roberto Gonzales, che proverà a portare la maglia verde di leader degli scalatori a Olbia.

Finalmente felice

Su e giù dal palco premiazioni in piazza Italia, per ricevere premi e maglie, Filippo Zana aumenta il già cospicuo dislivello di giornata (oltre 3000 metri): «Non correvo dall’Australia», spiega, «siamo passati qui per preparare bene le prossime gare, a cominciare dalle Strade Bianche dove spero di fare bene, ma anche per cercare di raccogliere qualcosa di buono». E qualcosa potevano già raccoglierla a Bosa, in quella volata a quattro con lui e Garofoli: «Si, lì si poteva fare meglio, qualcosa abbiamo sbagliato ma ci siamo riscattati. Abbiamo lavorato bene, la squadra è stata impeccabile». La maglia tricolore già vestita gli dà il minimo lignaggio per aggiungersi a un albo d’oro popolato di campioni, subito dopo Peter Sagan (2011). Cercherà di farlo oggi, a Olbia, dove dovrebbero tornare protagonisti i velocisti per l’ultima battaglia di un Giro della Sardegna che, per la Regione, la Lega Professionisti e il Gs Emilia (ma anche il ciclismo sardo rappresentato in gruppo da un irriducibile Ignazio Cireddu) ha già il sapore del successo.

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