«In quella casa al primo piano vendono dosi di cocaina ed eroina». «Nella classe di mio figlio ci sono episodi di bullismo». «Sentiamo sempre delle urla provenienti dall’appartamento sotto di noi: sembra che una donna venga picchiata da qualcuno». Sono alcune delle segnalazioni, oramai quotidiane, che arrivano sui monitor della centrale operativa della questura di Cagliari, grazie all’applicazione della Polizia di Stato YouPol. Attivata nel territorio cagliaritano nel 2018, è diventata con gli anni strumento indispensabile per denunciare reati, casi sospetti di qualsiasi tipo, situazioni potenzialmente allarmanti o pericoli imminenti. E sempre più cittadini la utilizzano, accanto al numero delle emergenze del 112: se nel 2023 le segnalazioni sono state 266, l’anno successivo sono diventate 322 per arrivare a un vero e proprio boom nel 2025 con 918 invii. «L’applicazione YouPol», sottolinea Massimo Imbimbo, dirigente dell’Ufficio prevenzione generale e soccorso pubblico, «incontra i favori dei cittadini perché è una nuova forma di comunicazione moderna di comunicazione con la Polizia. Non sostituisce il 112, anzi proprio attraverso l’app si può chiamare il numero di emergenza unico».
Più fiducia
Nata inizialmente per poter inviare, anche in modo anonimo, segnalazioni di episodi di bullismo e di spaccio, è stata estesa ad altri fenomeni, come la violenza domestica ma anche per denunciare altri reato o situazioni di disagio o di pericolo. «Ci sono diverse interfaccia anche per gli stranieri e per le persone non udenti», aggiunge Imbimbo, «inoltre si possono inviare in allegato anche video, foto e audio. Tutti elementi che possono essere utili per sviluppare attività investigative». Un aspetto importante è quello dell’anonimato: «Ci si può registrare, e dunque essere riconoscibili, o interagire in modo anonimo», continua il dirigente. «Dalla centrale operativa si può dialogare per ricevere ulteriori dettagli o elementi anche con la persona anonima grazie ai messaggi istantanei, ovviamente sempre senza mai sapere chi sia l’utente o la sua posizione. L’anonimato è sempre garantito». Alla fine le segnalazioni che arrivano si dividono in modo equo: un 50 per cento sono da utenti registrati, l’altra metà da anonimi. E questo, come evidenzia Imbimbo, «denota una sempre crescente fiducia nella Polizia di Stato».
Spunti investigativi
Le comunicazioni con YouPol gestite dalla questura di Cagliari nel 2025 sono triplicare rispetto all’anno precedente. «Gli scherzi o le fake news», prosegue il dirigente, «sono poche, un numero quasi irrilevante. Le segnalazioni vengono prese in considerazione dagli uffici competenti. Per gli interventi immediati entrano in azione gli agenti delle volanti, quelli da approfondire con attività d’indagine finiscono negli uffici della Squadra Mobile mentre per i casi di violenze domestiche o stalking, oltre alle verifiche d’urgenza, ci sono i necessari approfondimenti svolti dal personale dell’Anticrimine.
Le operazioni
Questo per fare alcuni esempi. Il numero maggiore di segnalazioni riguarda lo spaccio di droga. «Ci sono dei casi in cui si agisce subito, per un eventuale arresto in flagranza mentre su altri si decide di svolgere delle attività d’indagine», spiega Imbimbo. Proprio le informazioni arrivate attraverso YouPol hanno permesso all’inizio del mese di effettuare due arresti, a San Michele e a Villacidro, per spaccio di droga, mentre lo scorso dicembre prima di Natale, la Squadra Mobile ha effettuato una serie di perquisizioni e controlli in città e in altri Comuni, arrivando a fermare undici persone. Un’operazione nata proprio dalle segnalazioni arrivate utilizzando YouPol. I casi di bullismo invece, oltre agli interventi immediati, diventano lo spunto per organizzare, grazie all’Ufficio di Gabinetto, degli incontri nelle scuole con gli agenti della Polizia.
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