La campagna.

West Nile, ultima tappa del tour 

Oggi al parco Brigata Sassari la distribuzione dei kit anti-zanzare 

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Oggi o mai più. A meno che il Comune non si incarichi di proseguire la distribuzione o la Provincia non introduca una tappa extra al tour contro la West Nile, gli oristanesi che vogliono portarsi a casa il medicinale contro le larve di zanzara dovranno presentarsi questa mattina al parco Brigata Sassari.

Al parco

Il gazebo – che sarà allestito dalla società che cura la campagna contro la Febbre del Nilo – è stato trasferito a causa delle temperature record che proprio come nei giorni scorsi anche oggi dovrebbero arroventare il capoluogo: non più in piazza Roma ma sotto gli alberi che si trovano a ridosso di via Solferino. Ieri, gli operatori erano a Cabras dove sono stati distribuiti 150 kit. In tutto nelle 53 tappe del tour provinciale sono state distribuite 28mila confezioni.

Quella di domani sarà la terza e ultima giornata organizzata a Oristano per la consegna dei kit che contengono un prodotto da utilizzare nei depositi d’acqua di balconi e giardini privati al fine di contrastare la proliferazione delle larve e la diffusione della malattia che ormai – avendo registrato solo nello scorso anno ben 47 casi nel territorio provinciale – è considerata endemica dall’azienda sanitaria. E proprio ieri si è svolto l’incontro organizzato dal Dipartimento di prevenzione diretto da Valentina Marras e dedicato alla West Nile ma anche alla scabbia e alla legionella. L’occasione per fare il punto sulla situazione è stata offerta dai corsi formativi che si sono svolti all’hotel Mistral 2 e che hanno consentito di sviluppare una riflessione sui dati già forniti dall’azienda sanitaria solo qualche giorno fa.

La prevenzione

«Si tratta di tre malattie infettive rilevanti che è importante diagnosticare tempestivamente per poter intervenire correttamente e prevenirne la diffusione», sono le parole della direttrice Asl Grazia Cattina nella nota inviata dalla Asl per annunciare il corso aperto a tutti i professionisti che operano nel mondo della sanità. «Dai medici di famiglia agli operatori delle case di riposo, ambienti comunitari che ospitano soggetti fragili, dove è facile la diffusione di malattie infettive come la scabbia». Rispetto alla scabbia, la Asl riferisce di 62 casi rilevati lo scorso anno.

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