Salute

West Nile, guerra lampo alle zanzare 

Scatta la disinfestazione a Cagliari a 12 ore dal ritrovamento dei primi insetti positivi 

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Tute bianche, maschere antigas sul volto e pompe irroratrici piazzate sul cassone dei furgoni. Alle prime ore del mattino di ieri le squadre Antinsetti della Città Metropolitana di Cagliari sono entrate in azione tra i vialetti del cimitero di San Michele e all’Orto botanico, teatro del primo intervento straordinario di disinfestazione dopo il ritrovamento di alcune zanzare positive al virus West Nile. Per diverse ore le due aree sono rimaste chiuse al pubblico mentre gli operatori, seguendo il protocollo avviato dall’Asl 8 in seguito alla conferma dei test, hanno trattato caditoie, acquitrini e ristagni d’acqua con prodotti larvicidi, irrorando anche loculi, pareti, asfalto e vegetazione per eliminare anche gli esemplari adulti.

Le trappole

L’operazione è scattata a meno di 12 ore dalla conferma arrivata dai controlli di routine effettuati sulle zanzare catturare nelle trappole nei due siti cittadini. Un risultato che, spiegano dalla Città Metropolitana, dimostra l’efficienza del sistema di sorveglianza. «Il virus è stato individuato prima di eventuali contagi sull’uomo», sottolinea Matteo Massa, delegato all’Ambiente della Città metropolitana, che esprime soddisfazione per il lavoro svolto dalle squadre del settore Antinsetti: «Persone che quotidianamente, con professionalità e dedizione, lavorano per tutelare la salute della comunità».

L’operazione

Dietro l’intervento di ieri c’è poi un’attività che va avanti tutto l’anno, intensificata drasticamente negli ultimi due. «Utilizziamo trappole Bg Sentinel – spiega il coordinatore del Servizio antinsetti, Luca Locci – distribuite in tutti i 70 Comuni della Città Metropolitana». Al loro interno ghiaccio o specifici feromoni richiamano le zanzare, che vengono catturare in un retino e poi inviate all’Istituto Zooprofilattico di Sassari per l’analisi. «È proprio grazie a questo monitoraggio – aggiunge Locci –, intensificato durante l’estate con controlli ogni dieci giorni, che è stata individuata la presenza del virus prima ancora che emergessero casi umani». Alla rete di trappole si affiancano anche dei piccoli vasi neri – dove le zanzare Aedes albopictus (più comunemente zanzare tigri) depongono le uova – utilizzati per calcolare la densità di popolazione della specie. «Valore notevolmente aumentato quest’anno anche a causa dell’innalzamento delle temperature», aggiunge l’esperto. Il prossimo controllo è già fissato per il 12 e 13 agosto, quando le trappole saranno reinstallate nelle aree bonificate per verificate l’efficacia dei trattamenti. «Solo in caso di risultati positivi interverremo con nuove disinfestazioni ma – è importante sottolinearlo – la situazione è sotto controllo», conclude Locci.

La polemica

L’operazione però, non è stata priva di conseguenze. La chiusura del cimitero di San Michele ha comportato anche la sospensione dell’attività del forno crematorio, con inevitabili ripercussioni sul lavoro delle imprese funebri. «Siamo stati avvisati all’ultimo momento della chiusura del cimitero e del forno – avverte Mariano Ligas, dell’agenzia Don Bosco –. Un problema non da poco se consideriamo che le cremazione previste per venerdì sono state riprogrammate, incidendo ovviamente anche sull’agenda dei giorni a seguire». Un evento che però non viaggia da solo: la situazione si è resa ancor più complicata perché sommata alle chiusure straordinarie per l’allerta caldo. «Mi chiedo se la disinfestazione non si sarebbe potuta fare negli orari serali, senza compromettere il nostro lavoro», denuncia ancora Ligas.

Intanto la vicenda approda anche in Consiglio comunale con un’interrogazione firmata dal consigliere Ferdinando Secchi, in cui si chiedono chiarimenti sulle azioni messe in campo dall’amministrazione, sollecitando un piano strutturale di prevenzione. «La tutela della salute passa anche da una manutenzione costante del verde pubblico e dei cimiteri, per limitare ristagni d’acqua e ridurre la necessità di interventi d’emergenza», sostiene. L’appello è chiaro: «Serve più programmazione. L’Amministrazione dovrebbe evitare di doversi trovare a rincorrere l’emergenza». Nel frattempo dalla Asl, il messaggio resta rassicurante: il ritrovamento delle zanzare positive conferma, prima di tutto, l’efficacia della macchina di monitoraggio.

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