Bruxelles.

«Washington non sta agendo negli interessi dell’Ue» 

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La guerra in Iran si conferma un forte punto di attrito, l'ennesimo, nelle relazioni fra l'Europa e gli Stati Uniti. Washington, agendo come ha agito, non si è curata, e non si cura, delle possibili ricadute economiche e di sicurezza nel Vecchio Mondo, che potrebbe ora trovarsi a gestire una nuova ondata migratoria, fra le varie cose. A sottolinearlo è stato il presidente del Consiglio Europeo Antonio Costa nel corso di uno scambio di opinioni con gli studenti del prestigioso ateneo parigino di SciencesPo, dopo il suo intervento sulle priorità dell'Ue in un'epoca multipolare. «Non possiamo ignorare che, per la prima volta in assoluto, gli Usa hanno scatenato una guerra in Medio Oriente, nel nostro vicinato, senza fornire alcuna informazione preventiva ai propri alleati europei né alla Nato», ha evidenziato l'ex premier (socialista) portoghese. «Di fatto, gli Usa stanno portando avanti questa azione senza curarsi delle ripercussioni sull'economia globale, sull'economia europea e sulla nostra sicurezza. E noi ne stiamo pagando le conseguenze, con un forte choc economico e la possibilità di nuove crisi sul fronte della migrazione», ha aggiunto. Costa, che si conferma così una delle voci più critiche verso gli Stati Uniti tra i vertici europei, ha però ricordato che gli Usa sono pur sempre «amici e partner», benché sia ormai chiaro, almeno dai tempi «di Obama», che hanno abbracciato «nuove priorità geopolitiche».

L'Europa non può fare altro che reagire in modo pragmatico, senza «ingenuità». «Dobbiamo mantenere la calma, non reagire o cercare di reagire a ogni tweet, ed evitare di contribuire all'escalation ma, al contempo, dobbiamo capire cosa sta succedendo e agire di conseguenza», ha messo in guardia Costa. La bussola per navigare l'era del caos, secondo il capo del Consiglio Europeo: «I princìpi, per rimanere un attore internazionale coerente, prevedibile, affidabile e rispettato. I partenariati, per rafforzare la rete globale dell'Ue e metterla al servizio di un multilateralismo efficace E infine il potere, per sviluppare gli strumenti necessari ad agire in modo più autonomo ed efficace sulla scena internazionale».

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