Cronaca

Volpe 132, blitz del Ris a Maddalena Spiaggia in cerca di reperti 

Nei prossimi giorni il responso sui rottami trovati a Capoterra 

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Blitz dei carabinieri del Ris ieri mattina a Maddalena Spiaggia: con metal detector e altre attrezzature sofisticate hanno perlustrato, per ore, la spiaggia di Capoterra alla ricerca di altri reperti che possano aiutare a classificare e chiarire a chi appartengano i componenti metallici recuperati nelle scorse settimane dai volontari che hanno sistemato il litorale a seguito della violenta mareggiata di fine gennaio. Diverse squadre di militari, arrivate dalla caserma di San Bartolomeo di Cagliari, hanno battuto palmo a palmo l’arenile a caccia di ulteriori frammenti.

Le ricerche

Sebbene al momento sia ancora prematuro affermare che i rottami consegnati nelle scorse settimane in Procura a Cagliari possano appartenere a “Volpe 132”, il velivolo della Guardia di Finanza caduto a largo di Muravera il 2 marzo 1994, alcune sigle trovate su qualche componente avrebbero comunque confermato una compatibilità con alcuni modelli di Agusta, tra i quali l’A109, simile a quello disperso in mare 32 anni fa con a bordo il brigadiere Fabrizio Sedda e il maresciallo Gianfranco Deriu. Nella caserma di San Bartolomeo gli uomini del Reparto investigazioni scientifiche tengono la bocca cucita, continuando ad esaminare i circa 40 componenti recuperati subito dopo la mareggiata che ha devastato Maddalena Spiaggia. In alcuni bulloni – secondo le indiscrezioni filtrate di recente – ci sarebbe stata la sigla “NAS” e poi un numero che, a quanto pare, renderebbe i resti compatibili con i velivoli Agusta. Il codice trovato starebbe l’acronimo di “National Aerospace Standards”, sigla che contraddistingue gli standard industriali dei componenti da utilizzare nell’industria aerospaziale per il fissaggio di scocche e parti meccaniche. Si tratterebbe di bulloni o giunture testate per garantire l’alta sicurezza necessarie alle sollecitazioni che devono sopportare i velivoli militari e civili.

Indagini difficili

Per riuscire a scoprire se i rottami ritrovati appartengano al Volpe 132, oppure a un altro tipo di elicottero, arriveranno in Sardegna anche gli investigatori e i tecnici della Leonardo (ex Finmeccanica), azienda a controllo pubblico, leader mondiale nei settori della difesa, dell'aerospazio e della sicurezza. Il colosso della sicurezza controlla anche le società Alenia Aermacchi, Selex ES, OTO Melara, WASS e, per l’appunto, la AgustaWestland che produce l’A109. L’indagine della Procura – affidata al pm Andrea Chelo – è seguita da vicino anche dal procuratore aggiunto Guido Pani, il magistrato che ha aperto le quattro inchieste (una anche per omicidio) sulla vicenda del Volpe 132, ribattezzata negli anni come l’“Ustica sarda”.

Le famiglie delle vittime

Appresa la notizia dell’apertura di un’inchiesta in Procura per chiarire da quale elicottero provengano i pezzi recuperati a Maddalena Spiaggia e se, nel caso, possano essere parte di quelli del “Volpe 132”, anche le famiglie dei due finanzieri scomparsi nel 1994 vogliono seguire da vicino l’evoluzione degli accertamenti del Ris. In campo c’è l’avvocato Carmelino Fenudi, il legale autore degli esposti seguiti dalle perizie che ipotizzarono l’esplosione davanti alla costa di Capo Ferrato, oltre al collega Luca Argiolas, nominato ora da alcuni parenti stretti delle vittime.

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