E ora chi salverà i soccorritori? Non c’è tempo da perdere: il rischio è quello di perdere la Dea Soccorso, associazione di volontariato attiva in tutto il Terralbese e non solo con il trasporto sanitario, giorno e notte, per salvare vite umane. Il sodalizio rischia di non poter più rispondere alle chiamate di chi ha bisogno a causa di una truffa che ha messo in seria crisi i conti dei volontari.
La storia
L’ambulanza si è fermata ad aprile a causa di un guasto al motore. A quel punto, anche su consiglio dei meccanici della zona, i volontari hanno deciso di acquistare un motore usato online. Un modo per risparmiare qualche soldo. «Abbiamo cercato il motore con tutte le caratteristiche di quello del nostro mezzo - racconta la presidente dell’associazione Lucia Porru - rigenerato costava 6.000 euro, usato, ma con pochi chilometri,1.200. A quel punto, presi gli accordi con la ditta, abbiamo effettuato il bonifico. Il motore però non è mai arrivato. Il sito al quale ci siamo rivolti ci ha fregati - continua Porru in lacrime -. Al telefono ci dicevano che il motore era nella sede di una ditta di spedizioni di Oristano ma non era vero».
L’inchiesta
L'associazione, alcune settimane fa, ha presentato una denuncia ai carabinieri: «Dalle indagini è emerso che non era la prima volta che questa ditta truffava i clienti - racconta Porru - ora, però, noi non siamo più operativi. Questa truffa ci ha tolto ogni liquidità, mettendo a serio rischio la sopravvivenza dell’associazione. Quando ci chiamano, possiamo solo dire che il nostro mezzo non è operativo. Mi piange il cuore. Contiamo di pagare per poco l’unico dipendente, l’autista, poi non ci resta che chiudere». L’associazione ha trovato un altro mezzo usato, per evitare di interrompere l’attività, ma ci vogliono tante risorse.
La raccolta fondi
Ora il comitato Unisal, nato poche settimane fa in risposta all’emergenza sanitaria, e al quale la Dea Soccorso ha chiesto aiuto, è al lavoro per promuovere una raccolta fondi per l’acquisto di un motore o di un’ambulanza usata che possa essere utilizzata dai volontari. «Nessuno può far finta di nulla - dicono le fondatrici del comitato, Laura Dessì e Elena Caddeo - Dobbiamo aiutare la Dea Soccorso affinché torni in pista subito, visto che è da sempre un punto di riferimento per tutto il territorio. Non permettiamo che la cattiveria spenga la solidarietà. Inizieremo la raccolta sulla piattaforma GoFundMe».
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