L’evento

«Voglio la coppa con Luna Rossa» 

Max Sirena guida l’ennesimo assalto alla “vecchia brocca”: lo devo a Patrizio Bertelli 

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Max Sirena ieri ha offerto un caffè ai tanti inviati a Cagliari nell’accogliente base di Luna Rossa al Molo Ichnusa e ha parlato un po’ ad angolo giro di questa Preliminary Regatta Sardinia e di America’s Cup. Ecco alcuni degli argomenti trattati.

Exploit Women&Youth

«Io mi aspettavo che fossero più in forma dei senior. Per una questione molto, molto semplice: si sono allenati molto di più sulla barca one design e queste regate sono fondamentali. Non vorrei che passasse l’idea, come tutti dicono, che “Eh, ma tanto l'obiettivo è la Coppa”. È vero, ma tutte le volte che hai un'opportunità di fare una regata vuoi provare a vincere. Mi aspettavo internamente che fossero più in palla, più in forma, perché hanno navigato di più con la barca one design. Ma Peter (Burling), soprattutto, e anche Ruggero (Tita) hanno navigato sulla barca con sistemi diversi, quindi non con quelli automatici. Uno può sembrare che possa essere una cosa banale, in realtà non lo è perché è una barca completamente diversa».

Cagliari

«È una figata questa regata, spero che lo scriviate. Lo dico alla stampa locale: io non ho mai visto Cagliari così in quindici anni che vivo qua, ma non ho visto neanche Barcellona con tutta questa gente così. La sensazione che ho avuto io è che la cerimonia d'inaugurazione è stata la più bella mai vista a memoria da quando seguo la Coppa. Il coinvolgimento della città... non oso pensare cosa sarà a Napoli.

Sarà la più bella Coppa di sempre? Sì, per tre motivi. Intanto siamo italiani e siamo in Italia. Napoli sarà sicuramente un valore aggiunto alla Coppa America, come lo sta facendo oggi Cagliari. Adesso saltano tutti sul carro, no, su Cagliari, ma nessuno si aspettava così tanta gente e così tanta... e poi è bella, cioè l'atmosfera che respiri, io esco di qua verso le nove e mezza, dieci di sera, è positiva l'energia, cioè io ho visto gente entusiasta. E quindi mi aspetto che sarà una delle Coppe America più belle, ma anche perché c'è uno dei livelli più alti degli ultimi venticinque anni: ci sono chili di medaglie olimpiche».

Gli avversari

«Le prime regate sono sempre un terno al lotto. Non puoi giudicare il valore di un team da un evento e basta. È ovvio, vogliamo andare forte perché comunque poi voi scrivete bene sui giornali, giustamente, perché alla fine il modo migliore per far parlare bene di uno sportivo è se fa i risultati. Gli inglesi hanno avuto problemi tecnici, non è che hanno regatato male, anzi. Quando hanno regatato sono andati molto bene. Sicuramente sono emersi i due team che probabilmente hanno lavorato meglio negli ultimi mesi.

Peter Bulrling

«Non c'è bisogno di dire chi è, perché è scritto nei libri di storia: il velista più vincente degli ultimi trenta-quaranta anni. Fa parte del team, è un asset fondamentale per il team, non solo in acqua ma anche a terra. Abbiamo avuto l'opportunità di coinvolgerlo, poteva scegliere dove andare e il fatto che abbia scelto noi, che non siamo un team storicamente che dà ingaggi stellari, evidentemente è perché ha pensato di poter trovare le condizioni migliori per performare al meglio. E per la storia di Luna Rossa.

Il debito

«Penso che sia grande merito di Luna Rossa se la Coppa è in Italia e se questo evento a Cagliari ha avuto tutto questo successo. Non penso ci sarebbe tutto questo ritorno senza di noi. E il merito è di Patrizio Bertelli che ha avuto la visione anni fa e che ha creato un movimento diverso. In ogni team che è qua ci sono italiani cresciuti dentro Luna Rossa. Io ho vinto due Coppe ma non contano. Voglio vincerla con Luna Rossa: lo devo al team, all’Italia e soprattutto a Patrizio Bertelli. Ecco perché continuo ad avere una forte motivazione, anche se non vado più a bordo. Perché si invecchia. Vi dico una cosa. questo sta diventando uno sport per i giovani e su di loro bisogna puntare. Non è solo per i foil: nel cockpit di una barca ci sono cento bottoni da schiacciare. La differenza la fa essere bravo a schiacciare, a vedere tutto, ma poi essere bravo poi anche come velista, no?»

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