Per anni, sotto il rumore costante delle auto, quello spazio di cemento è stato casa. Giuseppe, 74 anni, viveva lì, in un accampamento di fortuna sotto l’Asse mediano di scorrimento, di fronte all’ex motel Agip all’uscita da Cagliari, tra teli di plastica e rifiuti accatastati. Oggi però in quello spazio buio resta solo il cemento nudo. Ieri mattina infatti è arrivato lo sgombero, grazie a un intervento congiunto.
L’operazione è stata organizzata coinvolgendo diversi attori: assessorato, servizio di igiene del suolo, polizia locale e l’associazione di volontari “Giulia e i suoi amici”, che da tempo avevano instaurato un rapporto di fiducia con l’uomo. «Restituire dignità alle persone è fondamentale – ha spiegato l’assessora alla salute e al benessere dei cittadini, Anna Puddu – ed è impensabile tollerare condizioni di vita come quelle in cui Giuseppe si trovava. È inammissibile che qualcuno debba vivere circondato da degrado, tra rifiuti e topi».
Non solo sgombero, ma presa in carico. Giuseppe è stato inserito in una struttura di accoglienza, attraverso un percorso condiviso tra Comune, servizi sanitari e volontari. Un passaggio che ha richiesto anche un lavoro di mediazione e accompagnamento, reso possibile soprattutto grazie alla presenza dei volontari che lo seguivano da tempo.
«Conosciamo Giuseppe da tanto tempo, con lui si è creato un rapporto di amicizia vero, per noi fa parte della famiglia – racconta Giulia Lobina, fondatrice del gruppo “Giulia e i suoi amici” –. Abbiamo passato anche la vigilia di Natale insieme. Ultimamente non stava bene ed era molto contento di questo trasferimento. Per lui è stato un momento sereno e felice, per noi una storia fatta soprattutto di affetto».
Parallelamente è stata inviata una comunicazione al Comune di Selargius, dove Giuseppe risulta residente, nell’ottica di una presa in carico condivisa: «La storia di Giuseppe è la dimostrazione che non è vero che le persone rifiutano sempre l’aiuto: bisogna continuare a insistere e creare le condizioni giuste», ha aggiunto l’assessora.
Il caso del 74enne si inserisce in un quadro più ampio: sono circa 50 le persone ancora senza una sistemazione. L’amministrazione ha approvato una delibera per ampliare l’offerta socio-assistenziale, coinvolgendo anche strutture ricettive. «Per noi nessuno può rimanere in strada in condizioni di degrado e disumanità – ha concluso l’assessora –. Le strutture sono piene, ma siamo pronti a ricorrere anche a b&b e hotel pur di garantire una soluzione dignitosa».
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