L’ultimo viaggio?
«Quello di nozze, tredici anni fa: una crociera nel Mediterraneo e in Spagna. Almeno mi resta un bellissimo ricordo».
Elisabetta («Preferisco non venga scritto il cognome per ovvie ragioni di privacy»), ha 47 anni, lavora da venticinque nel settore delle pulizie per un’azienda privata e ha imparato a contare anche i centesimi per arrivare a fine mese. Scelta obbligata: capita quando entrate e uscite sembrano condannate – se va bene – al pareggio. «Non è certo facile né gratificante, ma alla fine finisci per adeguarti».
Quanto prende di stipendio?
«Tra i 500 e i 600 euro».
Orari?
«Quattro ore al giorno, dal lunedì al venerdì. Ho la fortuna di avere l’indeterminato ma sono una delle tante lavoratrici part-time».
Per scelta?
«Non certamente mia».
È sposata?
«Sì, “per fortuna” non ho figli, perché se già è difficile vivere così, non oso immaginare come sarebbe se fossi anche madre».
Straordinario?
«Capita, in base alle esigenze dell’azienda».
Retribuito?
«Sì, grazie a Dio».
Come si fa a vivere con 500 euro?
«Bella domanda. Diciamo che tra me e mio marito arriviamo a circa 1.700, ma le spese sono tantissime e ti ritrovi costretta a fare tante rinunce. Devi centellinare ogni cosa, è difficile anche programmare».
Facciamo i conti: uscite mensili?
«Solo per il mutuo spendiamo 700 euro al mese, più tutte le bollette, il guasto in casa che devi mettere in conto, gli extra e ovviamente i soldi necessari per fare la spesa».
Cosa resta?
«Praticamente niente. Finisce che sei costretto a tagliare tutto ciò che è superfluo».
Qualche lusso concesso?
«Direi andare a mangiare una pizza fuori».
Ogni quanto?
«Una volta al mese, quando va particolarmente bene arriviamo a due. Succede molto raramente».
Giornata tipo?
«Sveglia alle 4,45, alle 6 sono già operativa. Poi mi dedico alla casa, quando riesco faccio qualche lavoretto extra per guadagnare qualcosina in più».
Titolo di studio?
«Mi sono diplomata al liceo Linguistico, mi ero anche iscritta all’Università ma per avere la mia indipendenza ho iniziato a lavorare e non sono riuscita a proseguire gli studi».
Prospettive future?
«A suo tempo ho fatto diversi colloqui che non hanno portato a nulla di meglio. E a 47 anni si è troppo vecchi per i concorsi: sei tagliata fuori da tutto».
Vuole fare un appello alla politica?
«Sicuramente bisogna fare qualcosa per migliorare la situazione: magari potrebbero offrire sgravi fiscali alle aziende per incentivare le assunzioni e trasformare i part-time in contratti a tempo pieno. Soprattutto per noi donne».
In che senso?
«Siamo svantaggiate in partenza. Basta pensare che durante i colloqui di lavoro continuano a chiederci se abbiamo figli o intenzione di farne. Perché la maternità è purtroppo un grande impedimento».
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