Palermo. La prima a insospettirsi è stata una funzionaria di una banca di Andorra, il piccolo Stato indipendente tra Francia e Spagna: davanti a un conto corrente con 12 milioni di euro, ha cominciato a interrogarsi sulla provenienza dell’ingentissimo patrimonio.
La scoperta
Sotto tiro è così finita Maria Antonina Bruno, ex moglie di uno dei più grossi narcotrafficanti siciliani, Giacomo Tamburello, che raccontava la storiella dell'eredità lasciata dal marito morto (non era vero, l’uomo, 66 anni, è stato arrestato ieri). Ma la dipendente dell’istituto credito non ha creduto alla favola. Da lì sono scattate le verifiche, diventate indagine della Dda di Palermo che ha ricostruito il gigantesco tesoro – 200 milioni di euro la stima per difetto – accumulato anche dalla donna e dal figlio della coppia, Luca, ugualmente fermati.
Cerchio chiuso
Il patrimonio è frutto del reinvestimento dei soldi incassati in oltre 30 anni di traffici di droga, il tutto in accordo col super boss Matteo Messina Denaro. Tamburello, ufficialmente commerciante di vestiti, è stato fermato a Campobello di Mazara, nel Trapanese, dove Messina Denaro ha trascorso gli ultimi anni di latitanza. Il 66enne era poco più che maggiorenne quando entrò nel giro della droga. Prima l'hashish dal Marocco, acquistata coi soldi del boss, poi la cocaina e l'eroina. Tamburello ha guadagnato una fortuna, oltre che diversi altri arresti. Solo dal 1990 al 1994, accumulò otto miliardi di vecchie lire, dicono gli inquirenti.
Una montagna di beni
Il tesoro è stato messo a frutto comprando ville lussuose in Spagna e aprendo conti correnti a Gibilterra, Andorra, Libano, Lussemburgo e isole Cayman. Più la costituzione di decine e decine di società schermo come la Lujo Family Office, la spagnola Smiley Bubbles e la Cinzano Ltd, che hanno consentito di moltiplicare esponenzialmente il denaro sporco. Ultimamente si è inserito anche Luca Tamburello, fresco di studi internazionali in Economia e in rapporti con la finanza di mezzo mondo: ora è accusato di reimpiego di capitali illegali aggravato dall'aver agevolato la mafia. È stato lui ad acquistare Villa Natacha, a Marbella, affittata per 24mila euro a settimana. Progettava di spostare la residenza a Dubai per pagare meno tasse e trasferire dal Lussemburgo al Principato di Monaco dodici chili di oro della madre.
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