Giorgino.

Villaggio Pescatori pronto per la grande festa 

Sabato e domenica la sagra del pesce: «Così tramandiamo le nostre tradizioni» 

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Villaggio Pescatori, ore 10. Il sole picchia, ma meno dei giorni scorsi. Una nave da crociera interrompe lo skyline della città. Il mare è una tavola, la spiaggia è piena. L’appuntamento è nel salone parrocchiale. Per raggiungerlo bisogna attraversare piazza Madonna di Fatima, cuore del piccolo borgo di cento anime, e imboccare un vicolo che conduce al “Favelas Stadium”, campetto d’altri tempi con murale dedicati ai pescatori in stile Hemingway. Manca mezz’ora alla presentazione della 39° Sagra del Pesce di Giorgino, in programma nel weekend, eppure il clima è già di festa. Si ride, si scherza, si fanno selfie.

La storia

I bimbi scorrazzano in bici, la sala con le nasse è gremita dagli organizzatori capeggiati da Mariano Strazzeri. C’è la famiglia Stara, con Arianna e sua madre, c’è la veterana Mimma Curcio, 83 anni, in sedia a rotelle, coccolatissima e raggiante. Domina il verde fluo delle t-shirt d’ordinanza. In verde, seppur di tonalità più sobria, anche l’assessora Maria Francesca Chiappe (Cultura, spettacolo e turismo) che si materializza puntuale strappando l’applauso. «Giuro che non lo sapevo», esordisce divertita, «ci prenderete per la gola anche stavolta? Alla Sagra io son sempre venuta, anche quando non ero assessora, perché è uno di quei momenti di comunità in cui ci si ritrova. E questo è un luogo speciale, non si dimentica. Riservatemi il solito posto per favore». Sorridente anche il presidente del Ctm, Fabrizio Rodin. «Saremo presenti», annuncia, «con collegamenti da piazza Matteotti dalle 18. È previsto, infatti, un afflusso enorme, tremila persone tra sabato e domenica. Avvicinarsi in auto non sarà facile».

La tradizione

«La sagra la fanno in tanti, ma noi siamo stati i primi», rivendica orgoglioso Strazzeri, «una festa che ha l’obiettivo di tramandare le nostre tradizioni. Ringrazio le donne del Villaggio che arricchiranno il menù con un piatto antico, la pasta con gli scarti, si fa per dire, come gamberetti di stagno e polpetti piccoli». «Arrostiremo 900 chili di muggini e sardine», annuncia Vincenzo Belgiorno, 49 anni, «su pisci a collettu (fave lesse) non mancherà, idem la frittura, più pane e vino. Il Villaggio sta invecchiando, per cui ad aiutarci verranno anche da fuori. L’ingrediente principale sarà l’allegria». Il costo della Sagra? «Circa 25 mila euro», riferisce Roberto Concu, 69 anni, «e ringraziamo il Comune che coprirà metà della spesa. In origine offrivamo anche burrida e polpo in insalata ma i prezzi ormai sono proibitivi».

I fuochi d’artificio

Sabato la festa scatterà alle 17; domenica alle 18,30. Degustazioni dalle 20 con corsie preferenziali per le persone disabili e vassoi biodegradabili. Sullo sfondo musica e spettacoli. Conclusione a mezzanotte, ma solo ufficialmente. E i fuochi artificiali? «All’assessora non piacciono, c’è chi li vorrebbe», strizza l’occhio Strazzeri, «vedremo come andrà a finire».

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