Il caso.

Villa Maria, sindacati sul piede di guerra 

Dopo i problemi igienico-sanitari rilevati dal Nas esplode la protesta dei dipendenti 

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Non bastava il rischio chiusura per criticità sanitarie segnalate pochi giorni fa dal Nas a Villa Maria, la casa di riposo per anziani di Flumini che da decenni rappresenta un punto di riferimento per l’assistenza agli anziani nel territorio quartese. Ora c’è anche il malcontento dei dipendenti - operatori sanitari, educatori e terapisti - con tanto di appello della Cisl Fp, che chiede un intervento del Comune per affrontare una situazione giudicata ormai insostenibile.

L’ispezione

La struttura integrata di via Mar Caspio - un tempo gestita dalla congregazione religiosa Figlie di Maria Santissima, e da quasi un anno passata nelle mani di una società nazionale - conta 46 posti letto e 16 dipendenti. La residenza per anziani del litorale è da tempo nel mirino dei sindacati, già finita al centro della cronaca dopo la recente ispezione dei carabinieri del Nas di Cagliari conclusa con la richiesta di sospensione dell’attività. Nella relazione dei militari si parla di guano di volatili nelle aree esterne frequentate dagli ospiti, insieme ad altre carenze igienico-sanitarie: situazione definita dagli uomini del Nas potenzialmente «rischiosa per la salute degli anziani».

I sindacati

Non solo, da mesi le condizioni di lavoro del personale della struttura sarebbero in progressivo peggioramento dopo il cambio della gestione societaria. «Carichi di lavoro sempre più pesanti e criticità organizzative stanno mettendo a dura prova i dipendenti, con il rischio concreto che la situazione finisca per riflettersi anche sulla qualità dell'assistenza garantita agli ospiti della struttura», denuncia la Cisl. Alle spalle una serie di incontri con il Comune, l’assessorato ai Servizi sociali, l’Asl e gli altri soggetti competenti. «Parallelamente, sulla struttura si sono concentrati anche i controlli del Nas, dell’Asl e dell'Ispettorato del lavoro. Nonostante questo pressing su più fronti, non ci sono stati risultati concreti».

L’appello

A fare il punto è il coordinatore territoriale della Cisl Fp, Guido Sarritzu: «Non possiamo assistere in silenzio al declino di una casa di riposo che ha rappresentato per anni un modello di assistenza per il territorio. Dopo mesi di incontri, interlocuzioni e promesse rimaste senza riscontro, è arrivato il momento delle decisioni. Il sindaco assuma un ruolo attivo, convochi immediatamente un tavolo istituzionale con tutti i soggetti interessati e promuova ogni iniziativa necessaria per ristabilire condizioni di lavoro dignitose e garantire agli anziani un’assistenza adeguata».

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