Oristano.

Viabilità rurale, slalom tra voragini 

La minoranza: strade già a pezzi, con le prime piogge sarà un disastro 

Per restare aggiornato entra nel nostro canale Whatsapp

Oggi sono crateri che fanno sobbalzare le auto, domani potrebbero essere pozze profonde, acquitrini, trappole d’acqua. Basta una pioggia intensa per trasformare una strada già difficile in un percorso quasi impraticabile. È il rischio che incombe sul prolungamento di via Fratelli Cairoli, a Sa Rodia. Ma sarebbe un errore pensare a un caso isolato: le stesse difficoltà si ritrovano nelle strade vicinali delle borgate di San Quirico, Pesaria e Tiria.

I pericoli

La questione arriva in Comune con un’interpellanza urgente della minoranza di centrosinistra, prima firmataria Maria Obinu. Il quadro è quello di una strada «gravemente dissestata» che, denunciano i consiglieri, rischia di diventare un problema di sicurezza oltre che di disagio quotidiano. «Qui abitano famiglie, bambini e anziani. Qui deve passare lo scuolabus. E qui, soprattutto, deve poter arrivare un’ambulanza o un mezzo dei vigili del fuoco senza trovarsi davanti una carreggiata ridotta a una successione di buche», dicono i consiglieri.

L’assessore

L’assessore ai Lavori pubblici, Gianfranco Licheri, non gira intorno al problema: «Siamo consapevoli della situazione, troveremo le risorse per intervenire». Ma dietro quelle buche c’è anche un problema più complicato, quello della manutenzione delle strade vicinali a uso pubblico. «Il 50% è a carico del Comune, l’altra metà dei frontisti, ma non si sono mai costituiti in consorzio». Un tentativo era stato fatto anche ai tempi dell’amministrazione Tendas, ma senza risultato. «Di recente la Regione ha pubblicato un bando per le strade vicinali, aperto anche ai consorzi. Avrebbero potuto partecipare», ricorda Licheri. Il problema, però, resta lì. Anzi, con la pioggia rischia di diventare molto più grande. Per intervenire direttamente sulle strade sterrate il Comune punta anche all’acquisto di un greder. «Le risorse ci sono: circa 130mila euro, sufficienti anche per coprire il costo dell’operaio che dovrà occuparsene. Abbiamo già visto alcuni mezzi, ma non abbiamo ancora proceduto all’acquisto».

Caditoie e tombini

Poi ci sono le caditoie e i tombini. Quelli che sembrano dettagli finché non arriva un temporale e l’acqua inonda una strada. La seconda interpellanza, primo firmatario Francesco Federico insieme agli altri consiglieri del centrosinistra, chiede di giocare d’anticipo: pulizia della rete di raccolta, controlli nei punti critici, attenzione a sottopassi, frazioni e aree dove gli allagamenti si sono già verificati. «La prevenzione deve rappresentare una priorità dell’azione amministrativa» e non può essere affrontata «solo nel momento in cui si verifica un’emergenza». La minoranza chiede anche di fare il punto sui canali, sulle infrastrutture di scolo e sul Piano comunale di Protezione civile.

RIPRODUZIONE RISERVATA

Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati

Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.

• Accedi agli articoli premium

• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi

Sei già abbonato?