Doveva essere il giorno della richiesta di condanna, invece la requisitoria della pm Rossana Allieri al processo per il duplice omicidio di via Ghibli è stata interrotta dopo meno di due ore con un colpo di scena. La Corte d’assise presieduta da Giovanni Massidda (con Roberto Cau giudice a latere) ha prima chiesto una pausa, poi è tornata in aula dopo oltre un’ora esortando le parti a valutare l’eventuale modifica di una delle imputazioni contestate a Claudio Gulisano, il 44enne accusato di aver ucciso i genitori Luigi Gulisano e Marisa Dessì, di 79 e 82 anni. Il reato da prendere in considerazione sarebbe quello di rapina, propria o impropria, in relazione ai 20mila euro sottratti con l’home banking dai conti correnti dei genitori. Oltre al duplice omicidio, la Procura aveva contestato al figlio minore dell’anziana coppia anche l’appropriazione seguita a alla frode informatica, ma quando la pm Allieri ha snocciolato, nella prima parte della sua ricostruzione, i presunti orari del delitto, a quel punto la Corte ha deciso di chiederle di valutare se non si debba contestare l’omicidio a seguito di rapina.
Il colpo di scena
A determinare la sospensione sarebbe stata, dunque, proprio la ricostruzione dell'accusa. Durante la requisitoria, la pm Allieri ha ripercorso quelle che – secondo gli investigatori – sarebbero le diverse fasi del duplice delitto e le operazioni bancarie attribuite all’imputato. L’ipotesi che la Corte ha chiesto di valutare alla pubblica accusa è quella che il duplice delitto sarebbe direttamente collegato alla sottrazione dei soldi. Il presidente Massidda ha spiegato, inoltre, che si tratta di una richiesta anche a tutela di Claudio Gulisano che, in caso di modifica della seconda imputazione, avrà ora due mesi per consentire alla sua difesa di studiare la nuova qualificazione giuridica dei fatti. Non sfugge, però, il fatto che la nuova imputazione risulterebbe assai più grave della precedente. Spetterà alla titolare del fascicolo il compito di stabilire se procedere con la modifica o proseguire con l’attuale.
Il duplice delitto
Il minore dei figli della coppia è accusato di aver ucciso i genitori il 4 dicembre 2024 nel loro appartamento di via Ghibli, al Quartiere del Sole. Secondo la Procura, avrebbe prima strangolato la madre con una sciarpa e poi soffocato il padre con un cuscino. L’imputato, che deve rispondere di duplice omicidio pluriaggravato e frode informatica, avrebbe effettuato operazioni di home banking trasferendo sui propri conti circa 20mila euro appartenenti ai genitori. Il movente, secondo l'accusa, sarebbe legato ai debiti accumulati dal 44enne, anche in seguito al fallimento di un market che il padre gli aveva acquistato.
La versione dell'imputato
Gulisano ha sempre negato di aver ucciso i genitori. Anche davanti alla Corte ha ribadito la propria innocenza. «Non ho ucciso i miei genitori, non avevo alcun motivo per farlo», ha dichiarato, ribadendo che «I soldi per pagare i miei debiti me li stavano dando tranquillamente». Ai giudici ha così raccontato che i soldi li aveva presi dal conto dei genitori perché non sapeva come pagare i funerali. Una versione che, ieri mattina in requisitoria, la pm Allieri ha contestato pesantemente. A difendere l’imputato c’è l’avvocato Luigi Sanna (affiancato dai colleghi Maria Grazia Melis e Alessio Dessì). Il fratello Davide Gulisano e altri familiari sono invece costituiti parte civile con l’avvocato Gianluca Aste. Si torna in aula a fine dicembre, ma quel giorno – se ci sarà la modifica dell’imputazione – la difesa potrebbe chiedere un rinvio.
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