Nicosia. Agia Napa, la località balneare che oggi ospiterà la cena dei leader Ue, è di gran lunga più vicina a Beirut, al Medio Oriente in fiamme, che a Bruxelles. Ma non c'è solo il dato geografico a rendere la guerra in Iran il convitato di pietra della due giorni del vertice informale di Cipro: sebbene ne sia rimasta fuori militarmente, il conflitto ha travolto l'Europa con gli effetti della chiusura di Hormuz e della conseguente crisi energetica.
Sarà questo, il primo, drammatico dossier che i leader europei saranno chiamati ad affrontare. È la seconda volta che i Ventisette si riuniscono dall’attacco americano all’Iran. E se è vero che i missili da giorni tacciono, è anche vero che l'allarme per i prezzi e le forniture di gas e petrolio dal Golfo continua ad aumentare.
I vertici Ue, Antonio Costa e Ursula von der Leyen, atterrano a Cipro con l’obiettivo di frenare conclusioni catastrofiche. Un intervento Ue, su modello dello strumento Sure o perfino del Recovery Plan, viene per ora escluso. Anche perché, osservano in Commissione, «la crisi resta molto volatile e imprevedibile».
A Washington, a Teheran, a Islamabad, i fari restano puntati all'intesa che potrebbe cambiare tutto. Ma se lo Stretto di Hormuz non riapre «sarà una catastrofe e un piano servirà», spiegano ancora a Bruxelles. Il tema è che mai come ora il dossier energetico rischia di essere divisivo. Ci sono Paesi, come la Spagna, che hanno trasformato la crisi in una sorta di cartina di tornasole che mostra la necessità di continuare sulle rinnovabili.
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