Un pool di esperti del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR) verificherà «la presenza, l’entità, l’ubicazione e la natura dei rifiuti eventualmente rinvenuti nel corso del sopralluogo e la riconducibilità dei rifiuti eventualmente rinvenuti, in ragione delle caratteristiche fisiche o chimiche, al ciclo produttivo della società Fluorsid».
Lo ha deciso il Tar con un’ordinanza che blocca quelle con cui i Comuni di Uta e Assemini nel 2025 avevano imposto alla società di Tommaso Giulini, patron del Cagliari, di rimuovere i residui di lavorazione presenti in alcuni terreni che ricadono nei territori delle due amministrazioni cittadine.
La decisione
Dopo aver già sospeso, in via cautelare, le ordinanze comunali in attesa di pronunciarsi nel merito, il collegio del Tribunale amministrativo presieduto da Giulia Ferrari (a latere i consiglieri Antonio Plaisant e Gabriele Serra) ha ritenuto non fosse sufficiente l’istruttoria in base alla quale i due enti locali avevano attribuito alla Fluorsid la responsabilità dell’abbandono dei rifiuti. Da qui la decisione dei giudici di adottare due ordinanze istruttorie e nominare un team di esperti (entro 15 giorni) chiedendo al presidente del Cnr di scegliere i più indicati. «Le parti», precisa il Tar, «hanno facoltà di nominare tecnici di fiducia».
Si sono costituiti in giudizio il Comune di Uta con l’avvocato Carlo Castelli, il Comune di Assemini con il legale Daniele Succu, la Città Metropolitana con il legale Giovanni Domenico Melis. Ad assistere la Fluorsid, invece, ci sono le avvocate Matilde Mura e Giulia Atzori.
Il ricorso
Nel 2025 erano scattate, da parte dei due Comuni, le ordinanze di rimozione dei rifiuti nei confronti della società sulla base di alcuni accertamenti eseguiti dai tecnici comunali, dal Corpo Forestale di Vigilanza ambientale della Regione e dalla Città Metropolitana di Cagliari, nonché sulla base di intercettazioni ambientali riconducibili a un’inchiesta della Procura. La società di Giulini ha presentato ricorso al Tar contestando l’istruttoria svolta dalle amministrazioni pubbliche per l’accertamento della presenza di rifiuti e la riconducibilità al ciclo produttivo della Fluorsid. I giudici, ritenendo che non tutto sia chiaro, hanno optato per un’istruttoria autonoma in contraddittorio, affidandosi agli esperti del Cnr.
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