Olbia.

Ventenne in cella per l’omicidio 

L’egiziano si era rifugiato dentro una villa disabitata: «Sono innocente» 

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Vent’anni appena compiuti, atletico, faccia da ragazzino, Mohaemd Abdou Elchodary piange a dirotto dentro la caserma dei Carabinieri di Olbia: «Non sono stato io, non sono io l’assassino. Sono innocente». Nato nel 2006 in Egitto, Mohamed ieri pomeriggio ha capito che stava per essere portato nel carcere di Bancali e ha iniziato a disperarsi e urlare. Secondo la pm Noemi Mancini è lui che intorno alle 16 di martedì ha straziato con una pioggia di fendenti il corpo di Pietro Sciusco. Il ragazzo egiziano ha negato tutto, ma i Carabinieri del Nucleo investigativo di Olbia hanno i fotogrammi di un filmato che incastrerebbe Mohaemd Abdou Elchodary.

L’arresto

Il giovane è stato arrestato nella tarda mattinata di ieri nel cantiere di una villa in ristrutturazione in via Genova, sempre nel cuore di Olbia. ll presunto assassino di Pietro Sciusco si era nascosto nell’edificio dove è stato rintracciato quasi subito dai Carabinieri. Dopo l’omicidio, nella serata di martedì, sarebbe stato visto mentre dava cibo a dei cani nel parco Fausto Noce. Ai Carabinieri (coordinati dal colonnello Nicola Pilia) ha detto: «Non ho casa, vado sempre a mangiare alla Caritas. Sono arrivato a Olbia da Roma». Nei mesi scorsi avrebbe dormito dentro l’ex commissariato di Olbia, uno dei palazzi tugurio della città. Il ragazzo avrebbe detto anche di essere stato in carcere e di fare uso di cocaina. E potrebbe avere agito sotto effetto di sostanze stupefacenti Mohaemd Abdou Elchodary, questa è una delle ipotesi dell’inchiesta. Il ragazzo, difeso dagli avvocati Aurora Masu e Giuseppe De Meo, ieri è stato sottoposto ad una ispezione affidata a un medico legale (incaricato dalla pm Noemi Mancini). Sono state escluse ferite come conseguenza della colluttazione con la vittima, Mohaemd Abdou Elchodary aveva un taglio ma ha spiegato di esserselo procurato in un precedente litigio (che avrebbe visto nei giorni scorsi anche l’intervento dei Carabinieri). La pm Mancini ha disposto anche l’autopsia sul corpo di Pietro Sciusco.

La morte in strada

La vittima, 42 anni, di Barletta, non era uno dei tanti disperati che bivaccano da mesi nel centro di Olbia. Arrivato in città in camper, dove dormiva, Pietro Sciusco forse era capitato per caso in corso Umberto. L’uomo aveva avuto dei problemi nella sua vita (a quanto pare ultimamente nella zona di Siniscola) ma non risulta che fosse un violento. Anche lui, stando alle indagini, quando ha affrontato il ragazzo egiziano era sotto effetto di alcol e forse droga. Il sanguinoso litigio non sembra avere un movente definito. La prova della cessione di una dose di droga per ora non c’è e Sciusco non cercava un angolo dove dormire. Ma a Olbia ormai si può essere accoltellati solo perché si è nel posto sbagliato.

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