il Focus

«Va bene la riqualificazione Ma chi pagherà gli interventi?» 

Le valutazioni di costruttori, ingegneri e proprietari: «Norme chiare, tempi adeguati e sostegni alle famiglie» 

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Per la transizione green delle case sarde una domanda è obbligatoria. Chi pagherà i lavori? La direttiva europea sull’efficienza energetica, a cui l’Italia deve ancora dare contorni concreti, prevede la riqualificazione, ma nell’Isola occorre fare i conti con edifici vecchi, famiglie con risorse limitate e abitazioni ereditate in paesi che si spopolano. Costruttori, amministratori condominiali, ingegneri e proprietari concordano sulla necessità di ridurre i consumi energetici e di affrancarsi da modelli ormai desueti e inquinanti. Si dividono sul peso della sfida: opportunità di sviluppo per alcuni, onere difficile da sostenere per altri. Per tutti servono programmazione e incentivi.

Gli interventi

«Nell’Isola c’è un grande lavoro da fare», dice Renato Vargiu, presidente della sezione costruttori edili di Confindustria Sardegna Meridionale (Ance). Per le imprese, l’intervento può assicurare continuità dopo i cantieri del Pnrr, per i proprietari può tradursi in minori consumi e maggiore valore degli immobili. Ma il passaggio non può essere affidato soltanto alle disponibilità delle famiglie. «Non tutti hanno le risorse per affrontare lavori di questo tipo», osserva. Vargiu auspica un sistema di sostegno costruito con regole in grado di evitare gli errori del superbonus: fare riferimento a imprese qualificate, controlli e un quadro stabile. «La programmazione è fondamentale». Anche il comparto dell’edilizia deve prepararsi. «Abbiamo enormi carenze di personale, da quello meno qualificato a quello più qualificato». Occorrono formazione e reclutamento.

Questione economica

Nei condomini va considerato l’aspetto economico. Riccardo Boi, presidente di Anaci Cagliari e componente della Giunta nazionale dell’associazione amministratori condominiali e immobiliari, descrive un patrimonio «mediamente molto vecchio» e molto fragile per efficientamento energetico. Gli edifici che hanno bisogno di interventi importanti sono anche quelli nei quali trovare le risorse necessarie può essere più difficile, il temuto cortocircuito. Secondo Boi serve «un vero e proprio piano Marshall di agevolazioni fiscali». E l’efficienza energetica non può essere separata dalla sicurezza: riqualificare gli impianti o isolare un edificio non risolve, da solo, le condizioni di un fabbricato deteriorato. Il presidente di Anaci Cagliari richiama inoltre il rischio di rincari come quelli sperimentati per il 110 per cento e chiede ruoli professionali ben definiti. La Regione, aggiunge, deve preparare risposte aderenti alle diverse realtà dell’Isola.

Opportunità

Enrico Piano, consigliere dell’Ordine degli ingegneri di Cagliari e referente per Energia, Impianti e Sostenibilità, invita a guardare anche ai vantaggi per il patrimonio immobiliare sardo. «La normativa deve essere vista soprattutto come un’opportunità», sostiene. Il clima mite, chiarisce, può consentire in diversi casi di migliorare le prestazioni intervenendo sugli impianti, con pompe di calore e fotovoltaico, senza ricorrere sempre al cappotto termico che richiede un esborso ingente. Ogni soluzione va comunque valutata da professionisti abilitati: «Il fai da te non è una buona cosa per questo tipo di interventi».

Idee chiare

Marcello Ciaravola, presidente regionale di Confedilizia, ha toni di maggiore preoccupazione: «In questo momento il piano per le case green potrebbe essere un gravame», afferma, richiamando i tempi stretti e le risorse. Le caratteristiche del territorio sardo rendono difficile una risposta uniforme: intervenire in una casa che si trova nelle zone di maggior pregio di Cagliari o Sassari è diverso dalla ristrutturazione di un’abitazione in un paese dell’interno. E se i lavori riguardano immobili affittati, il costo può ripercuotersi sui canoni. Su tre aspetti bisogna concentrare l’attenzione: norme chiare, tempi adeguati e sostegni per le famiglie».

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