Il caso.

Uta, il caldo rovina i raccolti: dichiarato lo stato di calamità 

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Un’afa terribile, con temperature che non poche volte hanno superato i 40 gradi: un evento climatico che ha danneggiato e continua a danneggiare gli agricoltori, costretti spesso a buttare i prodotti della terra. E un problema che ora ha spinto la Giunta comunale di Uta a dichiarare lo stato di calamità naturale per le persistenti ondate di calore che si ripetono da giugno.

Gli imprenditori agricoli dei settori orticolo, frutticolo e vitivinicolo, gli allevatori e gli operatori del settore apistico che vogliono accedere alle misura di sostegno possono segnalare i danni subiti tramite il sito dell’Agenzia Laore - Servizio indennizzi in agricoltura per calamità naturali.

«Abbiamo avuto molte segnalazioni dal mondo dell’agricoltura», sottolinea il sindaco Paolo Angioni, che assieme alla Consiglio ha accolto la richiesta di aiuto da parte dei coltivatori e da tempo fa fronte con fatica alle difficoltà: «Questo caldo estremo ha creato notevoli disagi, quindi abbiamo ritenuto opportuno dichiarare lo stato di calamità naturale per le persistenti ondate di calore sin dal mese di giugno. La nostra volontà è che gli agricoltori abbiano la possibilità di avere qualche ristoro da parte della Regione. Senza lo stato di calamità non potrebbero chiedere un sostegno economico».

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