Mille ettari, altrettanti edifici e vent’anni di battaglie per uscire da un limbo giuridico che rischia di travolgere case, alberghi, attività commerciali e il campeggio di Marzellinu. A Orosei la sentenza del commissario regionale per gli usi civici, Nicola Caschili, del 19 ottobre, riaccende il dibattito e apre nuovi interrogativi sulla vicenda. Ma soprattutto alimenta speranze. La pronuncia, che ha escluso l’esistenza di usi civici su sette lotti di Sant’Antioco richiamando una legge del 1865, potrebbe avere ripercussioni anche sugli accertamenti effettuati in tutta l’Isola.
Riaccertamento
A Orosei è in corso un nuovo accertamento dopo le deduzioni del Comune, alle quali si sono aggiunte quelle di molti privati. Passaggio decisivo per il paese che da vent’anni cerca di superare i vincoli su aree urbanizzate e case realizzate con regolari autorizzazioni, ma ora con incertezze giuridiche che condizionano la disponibilità per privati e le prospettive delle attività economiche. La sindaca Elisa Farris vede la sentenza come possibile apertura, ma sottolinea la necessità di affrontare il problema con strumenti normativi adeguati. «La sentenza lascia intravedere la possibilità di superare situazioni che, in alcuni territori, rischiano di limitare lo sviluppo e la piena valorizzazione del patrimonio comunale e urbano». Per la sindaca, «è indispensabile una legge regionale che fornisca agli uffici e ai funzionari della Regione strumenti normativi chiari per esaminare concretamente le singole situazioni territoriali, verificando l’effettiva sussistenza degli usi civici e valutando, laddove ne ricorrano i presupposti, la possibilità di procedere allo sgravio dei terreni». Farris poi precisa: «Non possiamo affrontare una materia così complessa con interpretazioni generalizzate o soluzioni valide indistintamente per tutti i territori».
Scoglio romano
La sentenza viene definita dal legale Mattia Sanna «innovativa e senza dubbio rivoluzionaria». L’amministrativista richiama la ricostruzione storico-giuridica del commissario e la legge del 1865 che aboliva gli ademprivi e i diritti di cussorgia , e invita alla prudenza. «Bisogna pazientare per capire se il coraggioso e certosino lavoro di ricostruzione e disamina storico-giuridica dal commissario, per nulla semplice, troverà conferma presso la Sezione specializzata della Corte d’appello di Roma». Sentenza che a Orosei non cancella i vincoli, ma offre speranza.
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