Il conflitto in Iran e le tensioni internazionali hanno inciso in modo significativo sulle scelte di viaggio degli italiani per i ponti del 25 aprile e del 1° maggio. Secondo un’indagine commissionata da Facile.it, ben 8,1 milioni di persone hanno rinunciato a partire, mentre tra coloro che hanno comunque deciso di viaggiare, circa 5,4 milioni hanno modificato la destinazione rispetto ai programmi iniziali.
Le ragioni principali di queste scelte sono diverse: 600mila italiani hanno dichiarato di aver rinunciato per paura legata al contesto geopolitico, mentre 1,3 milioni temevano possibili cancellazioni dei voli.
Tuttavia, il fattore determinante è stato l’aumento dei costi: ben 5,5 milioni di persone hanno deciso di non partire proprio per l’incremento dei prezzi di trasporti e alloggi.
Nonostante ciò, una parte consistente di italiani non ha voluto rinunciare alle vacanze, optando per mete alternative. Circa il 16 per cento del campione ha cambiato destinazione scegliendo soluzioni più economiche, spesso rinunciando a viaggi all’estero o modificando i propri piani.
Il cambiamento ha riguardato sia chi aveva programmato soggiorni fuori dall’Italia, in particolare in Europa, America Latina, Caraibi, Medio Oriente e Asia, sia chi intendeva restare in Italia ma ha comunque scelto località più convenienti.
In questo contesto emerge anche il tema delle assicurazioni di viaggio. Generalmente, le polizze non coprono chi decide di recarsi in Paesi sconsigliati dalla Farnesina. Esistono però alcune eccezioni: alcune compagnie prevedono coperture anche in tali situazioni, purché il viaggio sia motivato da ragioni urgenti e dimostrabili, come esigenze di salute o lavoro. In questi casi, tuttavia, la tutela assicurativa esclude i rischi direttamente collegati alla situazione di pericolo segnalata.
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