Nell’accordo per la fusione concluso mesi fa – e che si concretizzerà forse già lunedì prossimo con l’unione formale dei due gruppi (Pd e Progressisti) in Consiglio regionale – c’era una clausola importante: la ricandidatura di Francesca Ghirra alle elezioni politiche. La deputata progressista eletta con Avs sarà di nuovo in lizza ma in quota dem. In quale posizione? Sarà in cima alla lista, e quindi sicura di ritornare a Montecitorio se dovesse passare la legge elettorale che prevede i capilista bloccati? Oppure, anche considerata la forza dei Progressisti nel Cagliaritano, le sarà chiesto lo sforzo di catalizzare il maggior numero di preferenze possibile (sempre che la nuova legge elettorale le contempli)? È presto per dirlo. Quel che è certo, e che non è mai stato in discussione, Ghirra correrà con il Pd. Quando il nuovo sistema di voto sarà legge, allora si potrà ragionare in termini di posizioni. Anche ipotizzando che a chiedere la miglior soluzione per la deputata uscente ci sarà Massimo Zedda, uno dei sindaci del Campo largo più importanti d’Italia. Il primo cittadino di Cagliari dovrà parlare con Elly Schlein. Perché, alla fine, sarà la segretaria del Pd ad avere l’ultima parola.
Nel Pd, è sicuramente destinato a rientrare in Parlamento il segretario regionale Silvio Lai, forse con una candidatura da capolista al Senato. Resta in piedi l’ipotesi di Piero Comandini che potrebbe contendersi con Ghirra la guida della lista per Montecitorio. Anche se l’input che arriva da Roma è: chi ha possibilità di raccogliere tanti voti si metta in gioco. E il presidente dell’Assemblea sarda ce l’ha. (ro. mu.)
RIPRODUZIONE RISERVATA
Questo contenuto è riservato agli utenti abbonati
Per continuare a leggere abbonati o effettua l'accesso se sei già abbonato.
• Accedi agli articoli premium
• Sfoglia il quotidiano da tutti i dispositivi
