In un colpo solo arriva a 112,42 megawatt la potenza installabile a cui è stata fatta imboccare la strada della fattibilità. Sono tre progetti per 38.910 pannelli solari, 38.766 moduli fotovoltaici e dieci turbine. Tutti impianti promossi in Sardegna da società del Continente e che grazie a un tratto di penna messo a Roma hanno superato la tagliola della Valutazione di impatto ambientale (Via). «A riprova – dicono comitati e sindaci – che la nostra Isola non ha alcuna protezione rispetto alla speculazione energetica e ogni scelta continua a passare sopra la testa dei sardi».
Le delibere
Il nuovo segmento dell’assalto si estende tra Macchiareddu, Serramanna e Ogliastra. Palazzo Chigi l’ha autorizzato nella seduta di giovedì, «l’ennesima devastazione su ambiente e paesaggio», ripetono dai territori. Ad accompagnare gli atti, la dicitura «Valutazione e armonizzazione di interessi pubblici». È una procedura accelerata «ai sensi del decreto legge 50 del 17 maggio 2022» che attraverso l’articolo 7 prevede una scorciatoia normativa. «Qualora il progetto – è scritto nel Dl – sia sottoposto a Via, le eventuali deliberazioni del Consiglio dei ministri sostituiscono a ogni effetto il provvedimento ambientale». Non che l’iter sia concluso. Ma adesso è a buon punto.
Area vasta di Cagliari
A Macchiareddu, l’area industriale del capoluogo su cui si affacciano anche i Comuni di Capoterra, Assemini e Uta, è la Delta acquario srl, sede legale a Milano, a proporre l’impianto “Cacip_25”, da 25,29 megawatt. Si tratta di un parco fotovoltaico presentato il 26 novembre del 2021. I pannelli ricadranno tutti nel territorio di Uta: stando al progetto definitivo sono «38.910», si legge a pagina 88 dello Studio di impatto ambientale. La società intestataria dell’investimento risulta controllata dal Canadian Solar, colosso globale nel settore delle rinnovabili, a cui è riferibile anche il progetto “Ecovoltaico Nurra”, nel Comune di Sassari, sebbene presentato da un’altra srl ma per conto dell’azienda nordamericana.
Sud e Centro Sardegna
Si chiama invece “Serramanna 2”, l’impianto agrivoltaico che la Tisi srl, quartiere generale a Grigno, in provincia di Trento, vuole realizzare nel Comune del Medio Campidano. La potenza installabile è di 27,13 megawatt. Sono previsti «38.766 moduli fotovoltaici», è scritto a pagina 13 della relazione R.01.2 allegata allo Studio di impatto ambientale. L’istanza è del 5 aprile 2023. Terzo progetto, “Boreas”: ai piedi dei Tacchi è la Sardaeolica, srl del Gruppo Saras, che punta a realizzare dal 9 giugno 2022 «dieci nuovi aerogeneratori», dove ne esistono già «57 dal 2019». Potenza: 60 megawatt.
Le reazioni
Da Serramanna il sindaco Gabriele Littera dice: «Sul progetto autorizzato dal Consiglio dei ministri avevamo presentato alle Regione cinque pagine di osservazioni, evidentemente prese in considerazione solo in misura limitata. Il tema centrale è che la realizzazione di questi impianti sta sfuggendo alla più elementari attività di pianificazione del territorio, del suo sviluppo, della sua salvaguardia: le comunità locali sono escluse da qualsivoglia processo decisionale, cosa che sarebbe dovuta stare alla base di un percorso di riconversione economica e ambientale pluridecennale». Piero Atzori, il professore-portavoce del Comitato Bardiania de sa Nurra pro sa Sardinnia sottolinea: «Siamo in balia di pale e pannelli. In nome della transizione energetica continuerà la devastazione di interi territori. Il grande problema è che non esiste in Sardegna una legge adeguata, a tutela di ambiente e paesaggio».
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