Cultura.

Un’altra estate senza Antiquarium 

Slitta all’autunno la riapertura del museo chiuso da 900 giorni 

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L’obiettivo estate è sfumato. Per l’Antiquarium Arborense bisognerà attendere ancora. Il museo archeologico della città riaprirà dopo l’estate, allungando una chiusura che dura ormai da due anni e mezzo. A confermarlo è l’assessore alla Cultura, Simone Prevete. «Stiamo concludendo gli incartamenti per la trasmissione al Ministero ma, dato il periodo estivo, è ormai probabile che tutto slitti in autunno».

Porte chiuse

Una frenata che arriva appena due mesi dopo le rassicurazioni fornite dallo stesso assessore in Consiglio comunale, rispondendo a un’interpellanza del centrosinistra, primo firmatario Massimiliano Daga. «Il progetto si trova nella sua fase conclusiva. Ultimate le lavorazioni principali, completata la definizione del nuovo assetto scientifico ed espositivo e, compatibilmente con il termine degli ultimi adempimenti tecnico-amministrativi, l’obiettivo condiviso dall’Amministrazione, dalla Fondazione Oristano e dalla direzione museale è giungere alla riapertura dell’Antiquarium per l’estate, restituendo così alla città un presidio culturale profondamente rinnovato, pienamente accessibile e all’altezza del valore storico, identitario e culturale che rappresenta per l’intera comunità».

La storia

Le previsioni, però, si sono scontrate con la complessità dell’iter ministeriale. I lavori di riqualificazione erano partiti il 19 febbraio 2024 grazie a un finanziamento del Pnrr da mezzo milione. Il cronoprogramma prevedeva appena 120 giorni di cantiere: oggi ne sono trascorsi quasi 900 e i cancelli del museo dedicato a Peppetto Pau sono ancora chiusi.

Il cantiere, in realtà, non è più il problema. A rallentare la riapertura è soprattutto la procedura di accreditamento al ministero della Cultura (indispensabile per autorizzare il nuovo allestimento), che richiede una lunga serie di adempimenti: certificazioni strutturali, progetto scientifico definitivo, inventariazione dei reperti statali sulla piattaforma ministeriale e completamento dei restauri ancora necessari. Un passaggio mai affrontato prima dall’Antiquarium, aperto quando questo sistema non era ancora previsto.

Le difficoltà

Le difficoltà erano emerse già nei mesi scorsi. In commissione Cultura, la direttrice Carla Del Vais aveva spiegato che mancava ancora un progetto scientifico completo approvato dalla Soprintendenza.

L’elenco dei circa cinquecento reperti destinati all’esposizione doveva inoltre essere rivisto: molti materiali necessitavano di restauro, altri non erano ancora esponibili per questioni amministrative.

Da qui la necessità di ridefinire la selezione e costruire un percorso espositivo coerente con i nuovi spazi. Solo dopo il via libera del Ministero sarà possibile finalmente riaprire le porte. Per Oristano significa rinunciare ancora una volta al suo principale presidio archeologico nel periodo di maggiore afflusso turistico.

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