Muravera.

Una Via Crucis per l’ospedale dimenticato 

Domani l’iniziativa non solo religiosa: si prega per il futuro del San Marcellino 

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Non resta che una cosa da fare: pregare. Per le persone fragili e malate, senz’altro. Ma anche per il luogo dove quelle stesse persone dovrebbero essere accudite e curate ogni santo giorno senza essere spedite a Cagliari (magari per una semplice frattura, così come accade da un anno a questa parte), e cioè il San Marcellino. È un po’ questo il senso della via Crucis che – per la prima volta in assoluto – si terrà all’ospedale di Muravera domani alle 20.30. L’iniziativa è del cappellano dell’ospedale e parroco di San Vito, don Pasquale Flore, che in linea con il periodo della Quaresima pone l’accento soprattutto «su chi vive ogni giorno la malattia, chi assiste e che si prende cura degli altri. Portare la Via Crucis in ospedale – sottolinea il sacerdote, al San Marcellino dal 2025 - significa stare accanto alle persone nel momento più delicato, offrendo una presenza di fede e di comunità proprio dove il dolore si incontra con la speranza».

Il presidio

Una sofferenza che è anche quella dello stesso ospedale, con pochi medici e infermieri e – soprattutto – con un futuro nebuloso. «Diciamo – ha aggiunto don Pasquale – che questa via Crucis è un po’ un esperimento, un’occasione di vicinanza concreta alla realtà ospedaliera». L’appuntamento è nel parcheggio del San Marcellino, con ingresso da via Roma. «Non entreremo nei reparti dell’ospedale – dice ancora il sacerdote – per non intralciare le attività sanitarie e anche perché non sappiamo quanti saremo. Resteremo negli spazi esterni. Il mio appello è rivolto a tutti i cittadini: uniamoci per pregare assieme, nel rispetto del luogo di cura».

Nulla cambia

Un segnale di attenzione forte, insomma, per i malati e per l’ospedale nel quale – nonostante la visita lo scorso 25 febbraio della commissione regionale Sanità presieduta da Carla Fundoni, e nonostante la nomina del direttore generale Aldo Atzori (già commissario straordinario) – ancora nulla è cambiato in meglio. Un esempio su tutti: il 6 giugno del 2025 Atzori, nell’aula consiliare del Comune di Muravera, assicurò fra le altre cose che «per l’ortopedico abbiamo quasi risolto». È trascorso quasi un anno e al San Marcellino ancora non c’è alcun ortopedico. Così come mancano medici ed infermieri in ogni reparto mentre il Pronto soccorso è in continua sofferenza.

Il progetto

C’è anche una piccola novità: la probabile apertura all’ultimo piano di un “ospedale di comunità”. Notizia positiva «a patto che – dicono tutti in coro – non sia la scusa per depotenziare ancora il San Marcellino». E dunque «ben venga l’ospedale di comunità, ma prima ancora si rafforzino i reparti del vero ospedale, piano terra e primo piano. Con i fatti e non con le parole».

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